La cessione del quinto compie 101 anni e presto potrebbe diffondersi anche all'estero. Si tratta infatti di una soluzione creditizia tutta italiana, studiata appositamente per concedere un accesso al credito più facile ai consumatori, ed un'erogazione più sicura alle banche. Chi è alla ricerca di un finanziamento,dunque, informandosi sulla cessione del quinto e i suoi vantaggi potrebbe avere più possibilità di vedersi concessa la somma richiesta rispetto ad un prestito tradizionale.

Come funziona la cessione del quinto

La grande novità rispetto alle altre forme di prestito sta nella modalità di rimborso delle rate. Dopo aver provveduto a porre Findomestic e le sue proposte a confronto con quelle di IBL Banca, Banca Intesa, e via dicendo, per trovare la soluzione più conveniente, sarà infatti la banca prescelta ad accordarsi col datore di lavoro del richiedente per il rimborso delle rate. Questo avverrà direttamente tramite trattenuta in busta paga che, in nessun caso, potrà superare un quinto dello stipendio totale (da qui il nome).

LEGGI ANCHE: Cessione del quinto: ecco come funziona

La cessione del quinto è riservata esclusivamente ai dipendenti a tempo indeterminato, sia pubblici sia privati, e ai pensionati. In quest'ultimo caso, sarà l'ente previdenziale di riferimento ad accordarsi con la banca per la trattenuta sull'assegno mensile di pensione.

Come è nata la cessione del quinto?

Nasce nel 1914, subito prima che l'Italia entrasse nella Prima Guerra Mondiale. Inizialmente era dedicata esclusivamente ai ferrovieri, ma nel 1950 un'apposita legge ha reso questa tipologia di prestito fruibile anche da tutti i dipendenti pubblici.

Solo in tempi più recenti la possibilità di richiedere un finanziamento con cessione del quinto è stata estesa ai pensionati e, solo nel 2007, anche ai dipendenti privati.

Il giro d'affari in Italia

Secondo alcune stime il business della cessione del quinto vale circa 4,6 miliardi di euro l'anno, per uno stock complessivo di oltre 16 miliardi. Tra le banche più attive in questo settore troviamo IBL Banca, che da sola si aggiudica il 14% delle erogazioni. Seguono Banca Intesa, Mediobanca e Bnl.

Con l'avvento della crisi economica, questo finanziamento ha registrato un boom senza precedenti. Questo perché permette alle banche di applicare criteri di selezione meno restrittivi, dal momento che per le sue caratteristiche intrinseche riduce al minimo il rischio di insolvenza.

Abi e Assofin, l'ipotesi di una "esportazione"

Lo scorso marzo ABI (Associazione Bancaria Italiana) e Assofin (Associazione Italiana del Credito al Consumo e Immobiliare) hanno presentato un dossier al Comitato di Basilea per proporre appunto l'esportazione di questa formula creditizia anche all'estero.

Tra i principali vantaggi di questa iniziativa ci sarebbe l'abbattimento dell'indice di rischiosità del credito, che con la cessione del quinto si riduce di circa cinque volte rispetto ai prestiti tradizionali.

"Ci aspettiamo una risposta subito dopo l'estate - precisa il direttore di Assofin Giuseppe Piano Mortari - con una ponderazione più bassa ci saranno grossi vantaggi per le banche e per i risparmiatori che potranno avere tassi più bassi".

Tuttavia va detto che la cessione del quinto comporta iter burocratici più lunghi e complessi, dal momento che sono le stesse banche a doversi accordare personalmente con i datori di lavoro dei richiedenti. Per questo motivo, dunque, la proposta potrebbe ricevere un'accoglienza tiepida.

Non ci resta dunque che attendere ulteriori sviluppi e scoprire se anche in ambito finanziario l'Italia si dimostrerà in grado di esportare nel mondo un prodotto di successo 100% nostrano.