Se per le famiglie è ancora possibile trovare un prestito conveniente, sono le imprese ad essere ancora in grande difficoltà, nonostante i trend positivi degli ultimi mesi che facevano ben sperare. È il Sud Italia, in particolare, a pagare il prezzo più caro, secondo i dati che emergono da un recente comunicato di Svimez (Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno).

Se le famiglie dopo aver messo le offerte di Agos a confronto con quelle di IBL, Compass, ecc. riescono a ottenere l'erogazione el prestito, per le imprese non è così semplice, dal momento che gli istituti eroganti non sono disposti ad assumersi neppure un minimo rischio di insolvenza. I dati di Svimez mostrano un crollo dei prestiti alle imprese italiane che ottengono solo il 48% dei prestiti richiesti.

Se fino al 2011 in Italia le erogazioni dei prestiti alle imprese rimanevano nella media europea, negli ultimi anni il nostro Paese si è allineato con i paesi più periferici dell'Ue; basti pensare che in Germania, le imprese riescono a ottenere quasi l'82% dei prestiti richiesti, quasi il doppio rispetto a quelle nostrane.

Questi dati sulla percentuale di prestiti ottenuti rispetto alla domanda viaggiano paralleli rispetto a quelli che indicano la diminuzione delle erogazioni di prestiti negli ultimi quattro anni: dal 2009 al 2013, i prestiti alle imprese nel Centro-Nord sono passati da un +7% medio annuo del 2009 al -5,5% del 2013; al Sud, nello stesso periodo, si è scesi dal +4% al -6,2%. Sono le imprese sotto i 20 addetti, soprattutto, a registrare il dato più negativo: da un +2% medio annuo del dicembre 2008 al -6% del 2012.

Stessi numeri non proprio felici possiamo vederli analizzando la sofferenza delle imprese, ovvero il tasso di aziende che non è in grado di restituire i prestiti ottenuti. Sia al Centro-Nord che al Sud, nel 2012, le aziende più in difficoltà nella restituzione dei prestiti sono quelle che si occupano di edilizia e servizi: se infatti la sofferenza delle imprese di costruzioni è cresciuta al Centro-Nord del 5,6% e al Sud del 4,4%, le imprese di servizi hanno fatto segnare un +4,2% e quelle edilizie un +4%.

A questo proposito Svimez «evidenzia un preoccupante arretramento di quei settori che storicamente rappresentavano per le regioni meridionali un fattore di stabilità in un quadro di progressivo restringimento della base manifatturiera».