Nei periodi in cui bisogna stringere la cinghia, chiedere un prestito aiuta a disporre della liquidità di cui abbiamo bisogno. Basta infatti confrontare i prodotti di Prestitalia con quelli di IBL o altri operatori per trovare l'offerta che più rispetti le proprie esigenze.

I prestiti personali più convenienti sono infatti un buon modo per ottenere liquidità e risparmiare sul tasso di interessi e di conseguenza sulle rate del finanziamento. Ma essere a corto di liquidità è una situazione stressante, soprattutto di questi tempi.

È proprio quello che rivela una ricerca della compagnia assicurativa Genwoth, che ha realizzato un indice per misurare l'insicurezza finanziaria nel mondo. Secondo il Grenwoth Index, infatti, l'Italia si classifica all'11mo posto nel 2013, guadagnando una posizione rispetto all'anno precedente.

Le interviste sul campione hanno dimostrato quanto gli italiani risentano della crisi economica del paese rispetto allo scenario europeo. Il 64% delle famiglie ha vissuto difficoltà economiche nel corso del 2013 3 italiani su 10 risentono ancora di questa situazione di vulnerabilità.

Forti pessimisti, gli italiani ritengono di essere in una situazione destinata a peggiorare (25%) mentre alcuni si sentono ottimisti e guardano positivamente al prossimo anno (13%). Più di una famiglia su due, il 54% del campione, dichiarano di vivere in una situazione di stress, in particolare al sud e nelle isole, rispettivamente il 61% e il 62%.

Leggeri miglioramenti per si riscontrano nelle famiglie del nord est (46%) e del centro (50%). Paesi come Finlandia o Svezia hanno "tassi di stress" molto più bassi, ovvero del 27% e del 24%. Questa situazione ha aumentato la richiesta di prestiti, anche se il mercato stesso risente della crisi.

Infatti, secondo il Genworth Index a richiedere un prestito è un italiano su quattro per far quadrare il bilancio familiare. In Germania questa percentuale scende al 14%. Ma non è tutto: la situazione di vulnerabilità ha aumentato la richiesta di previdenze ed assicurazioni.

Il 63% degli intervistati, infatti, tra 2012 e 2013 è ricorso a queste forme di risparmio, una percentuale che classifica l'Italia a un posizionamento ben più basso dei paesi dell'Eurozona, in cui la media è del 57%. Ad essere più pessimisti nei confronti del futuro sono gli italiani intervistati al di sopra dei 55 anni.