La crisi continua a non dare tregua alle famiglie italiane che sono sempre più in difficoltà economica: scegliere un prestito vantaggioso è diventata una necessità perché molte famiglie non riescono più a restituire alle banche il credito ricevuto.

Che si scelga Findomestic o un altro ente finanziatore, la situazione purtroppo non cambia: la vulnerabilità economica delle famiglie italiane è in aumento come lo è anche la loro difficoltà di affrontare un imprevisto di 700 euro.

Secondo i dati dell'Osservatorio sulla vulnerabilità economica delle famiglie condotto dal Forum Ania-Consumatori in collaborazione con l'Università degli Studi di Milano, il peggioramento si è riscontrato soprattutto nel 2013.

La vulnerabilità economica delle famiglie è cresciuta del 17% passando, in una scala da 1 a 10, da un valore del 2,70 nel 2010 ad uno del 3,16 del 2013. Ciò vuol dire, come detto prima, che la maggior parte delle famiglie italiane non sarebbe capace di affrontare una spesa imprevista di 700 euro.

La paura più grande, infatti, è quella di perdere il posto di lavoro: negli ultimi 12 mesi i capifamiglia che hanno perso il lavoro sono il 18% contro il 12% dell'ultima rilevazione.

E non solo: perché alta è la percentuale anche di chi ha subito una riduzione delle ore di lavoro e una conseguente riduzione del reddito: oltre a questo, ci sono altri fattori determinanti nella diminuzione del reddito che sono il divorzio, le malattie, gli incidenti e così via.

Per arrivare a fine mese, molti devono ricorrere a prestiti bancari, perché, su 2012 famiglie prese in esame nel campione, il 17,7% non è riuscito a fare la spesa (nei 12 mesi prima dell'intervista), il 29,1% non è riuscito a comprare i vestiti, Il 31,2% a pagare le bollette, il 40,7% non è riuscito a pagare l'affitto e il 25,8% non è riuscito a saldare i presiti attivi.

Se nel 2010 la percentuale di chi non poteva affrontare 700 euro di imprevisti era del 20%, adesso questa è aumentata al 26%. Purtroppo le difficoltà sono sulla spesa quotidiana e molti arrivano a tagliare anche sulle spese mediche e sulle cure specialistiche (40%).

Come ha commentato Silvano Andriani, il presidente del Forum Ania-Consumatori - "La capacità degli italiani di proteggere il proprio tenore di vita è in flessione e sarà in futuro ancora minore. La crisi economico-finanziaria e i suoi riflessi negativi sull'occupazione hanno ampiamente contribuito ad accrescere la vulnerabilità e a portare a un impoverimento materiale di ampie fasce di cittadinanza".