Un cittadino italiano su 5 ha problemi con banche e finanziarie relativi al credito: il dato emerge dal XIII Rapporto PiT Servizi di Cittadinanzattiva, appena diffuso.

La crisi economica e il credit crunch sono alla base delle crescenti difficoltà degli italiani nel rimborsare i prestiti ottenuti: vediamo i dati più interessanti della ricerca.

Cittadinanzattiva comunica che il maggior numero di segnalazioni pervenute da parte dei consumatori nel settore credito al consumo riguardano la modalità del prestito finalizzato (42%): gli italiani lamentano perlopiù la mancata trasparenza delle condizioni contrattuali e la mancata consegna delle condizioni contrattuali di acquisto del bene.

Criticità emergono anche riguardo al prestito personale (nel 22% dei casi), in relazione alle eccessive richieste di garanzie da parte degli Istituti, che diminuiscono le possibilità di accesso ad esso.

Uno dei punti più problematici riguardano la crescente insostenibilità delle rate dei finanziamenti ottenuti, a causa della crisi e dei sempre più frequenti casi di perdita del lavoro. Le questioni di sovraindebitamento ammontano al 24% delle segnalazioni pervenute a Cittadinanzattiva, avanzate per lo più da chi ha contemporaneamente più prestiti che non riesce a rimborsare.

Legate a ciò, molte le segnalazioni di lamentela relative alla Banca dati cattivi pagatori del Crif, originate spesso dal mancato preavviso al cliente da parte della Banca dell'invio dei propri dati al sistema di informazioni creditizie. "Talvolta dovuto ad un errore - spiega l'associazione in un comunicato - il cittadino si accorge dell'invio dei propri dati dopo molto tempo: ci chiede a chi rivolgersi e l'indicazione del recapito della Banca dati Crif per chiedere la cancellazione dei propri dati dal Registro, previo pagamento delle eventuali morosità".

Molte, in questo ambito, anche le segnalazioni per il rifiuto di aperture di credito, come conseguenza di valutazioni sul merito creditizio del cittadino.