Per chiedere finanziamenti a fondo perduto per l'imprenditoria femminile la domanda scade il 30 novembre. Infatti la legge 215/92, con il programma "Azioni positive per l'imprenditoria femminile", permette di accedere a dei prestiti con tassi agevolati e finanziamenti a fondo perduto. Tutto questo per sostenere le iniziative delle donne che vogliono gettarsi nel mondo dell'imprenditoria con nuove attività, per progetti innovativi e la fornitura di servizi concreti. Il bando è disponibile sul sito del Ministero della Attività Produttive.

Finanziamenti con rimborso al 50% e tassi 0.5%. Questi prestiti "speciali" prevedono il rimborso della metà della somma erogata, con un tasso d'interesse dello 0.5%. Quindi sono finanziamenti con tassi abbattuti, validi per le imprese commerciali agricole, industriali e turistiche, nate a partire dal 1992.

La domanda. C'è tempo fino al 30 Novembre per l'invio della domanda e aderire al "Programma Obiettivo" per le aziende che vogliono potenziare la propria attività, far imparare alle donne under 35 dei lavori tradizionali e assumere le over 35. I documenti sono il regolamento del 28 Luglio 2000 e la circolare del Marzo 2001.

Chi può accedere ai finanziamenti. Solo le piccole imprese a gestione di donne. Il titolare deve essere donna. Società e cooperative devono avere il 60% dei soci in gonnella. Società di capitali devono avere 2/3 delle quote sostenute da donne, stessa cosa per l'organo di amministrazione. Le imprese femminili devono avere un massimo di 50 dipendenti, un fatturato inferiore ai 7 milioni di euro o totale di bilancio inferiore a 5. Nessuna impresa partner.

Condizioni. Nel caso di acquisizione di attività già in attivo o di realizzazioni di progetti innovativi le spese ammisibili sono: impianti generali, macchinari, attrezzature, brevetti, acquisto di vari software, opere murarie, direzione dei lavori, progettazione, studi di fattibilità, piani di impresa.

Nel caso di acquisizione di servizi concreti le spese ammisibili sono: acquisto di servizi da imprese, e società, enti pubblici, enti privati, da professionisti. Tutti i soggetti devono avere o personalità giuridica o essere iscritti ad un albo. Le spese non ammissibili riguardano acquisto di utensili di oggetto comune, manutenzione, beni promiscui, materie prime, semilavorati e materiale da consumo, terreni fabbricati e beni usati.