La Guardia di Finanza di Genova ieri mattina, 4 novembre, si è recata nella sede centrale di Carige per acquisire documentazione su 32 pratiche di concessione di prestiti a diverse società, nell'ambito dell'inchiesta partita dopo le relazioni degli ispettori di Bankitalia su posizioni di "incaglio".

Il valore totale dei fidi in questione ammonta a circa un miliardo di euro. Secondo quanto riportano le maggiori agenzie di stampa nazionali si sospetta, in sostanza, che i prestiti siano stati concessi a società o persone fisiche attraverso istruttorie non regolamentari e in assenza di adeguate garanzie.

Sotto la lente, riporta Reuters, ci sono 31 società - tra le quali il Genoa calcio, la cooperativa Coopsette, gli operatori portuali Orsero e le società di Bellavista Caltagirone - e una persona fisica.

E', in particolare, Il Secolo XIX a svelare che l'ipotesi di accusa avanzata dalla Procura di Genova è quella di "appropriazione indebita" dei soldi dei correntisti Carige per concedere prestiti a soci o azionisti.

I magistrati affermano che una parte dei livelli alti dell'istituto di credito genovese, almeno all'epoca della scorsa gestione, avrebbero sottratto i soldi dei correntisti per l'erogazione di fidi "facili" a imprenditori gravati da conflitto di interessi, essendo soci pattisti o azionisti.

Da sottolineare che il fascicolo di indagine resta al momento a carico di ignoti, non risultano quindi indagati. I primi nomi, però, sono destinati ad arrivare presto, afferma Il Secolo.