Non sempre è facile ottenere un prestito dalla banca. I requisiti per poter usufruire di questo servizio sono rigidi e in tempi di crisi economica gli istituti bancari tendono ad essere meno flessibili con i propri clienti. E' per questo motivo che il social lending ha preso sempre più piede fra tutti coloro i quali necessitano di un prestito personale. Ecco le caratteristiche, il funzionamento e i rischi di questo particolare prestito fra privati.

Social lending: caratteristiche e funzionamento - Il social lending è un prestito fra privati autorizzato dall'articolo 1813 del codice civile, che rende questa attività lecita seppur particolare e "anomala". Si tratta semplicemente di un prestito richiesto da una persona fisica ad un'altra persona fisica. E' appunto un'attività anomala in quanto una semplice persona fisica non può esercitare attività continuative legate al prestito. Il social lending deve pertanto avere caratteristiche di occasionalità e, inoltre, secondo l'articolo 106 del Testo Unico Bancario, chi esercita social lending deve comunque possedere le giuste competenze in materia per offrire un servizio preciso.

Social lending: i rischi del prestito fra privati - Essendo un'attività svolta tra persone fisiche e quindi senza il rigido controllo di un ente specializzato, non è necessario rivolgersi a sportelli particolari. Infatti, il social lending, si è sviluppato prevalentemente online: con tutti i rischi connessi a questa sfera. I tassi sono più convenienti in quanto non c'è mediazione, ma i rischi sono più elevati e connessi al cosiddetto rating di solvibilità. Si tratta di un indice che tiene conto di diversi valori: più il rating è basso e più gli interessi richiesti aumenteranno. Nelle diverse community online chi ha bisogno di un prestito finalizzato espone le proprie esigenze. Di conseguenza verrà concordata una cifra (solitamente bassa), il tasso d'interesse e tutti i cavilli connessi al prestito. I rischi principali riguardano le scarse garanzie a tutela di chi investe.