Non solo quelle dei cittadini, ma anche quelle delle banche: le sofferenze sono in crescita. E' l'Abi (Associazione bancaria italiana) a fornire i dati sulla crescita del livello di rischio prestiti, che al momento avrebbe raggiunto il massimo dal 1999.

A causa della morsa della crisi economica, neanche le banche se la passano bene. Il credito in sofferenza si crea quando viene fatto passare dalla banca che però non riesce ad incassarlo: un circolo vizioso. In più, per il cliente equivale quasi ad essere protestati. Proporre un piano di rientro conviene sia alle banche che ai clienti. Certo, il record storico delle sofferenza bancaria italiana è ancora lontano, ma la crisi è sempre più pressante.

Il rapporto tra le sofferenze bancarie lorde con gli impieghi a settembre è salito al 7,32% (nel 1999 si parlava di 7,2%, mentre il record appartiene al 1996: 9,9%). E prima della crisi? Nel 2008, quando non eravamo ancora in pieno periodo di recessione, la percentuale era al 2,3%.

Ma in Italia su questo avremmo dovuto essere più severi, anzi lo siamo già: più volte la Banca d'Italia e il governatore Visco hanno evidenziato la validità e la severità della metodologia utilizzata nella nostra nazione sulle sofferenze bancarie e sui crediti deteriorati.

La situazione, comunque, è grave. L'Abi, infatti, sottolinea come: "A seguito del perdurare della crisi e dei suoi effetti, la rischiosità dei prestiti è ulteriormente cresciuta". La domanda di credito, inoltre, risulta penalizzata anche dall'aumento dei fallimenti aziendali. All'inizio del 2013 il numero delle domande di finanziamenti da parte delle imprese italiane è diminuito di -1,1% rispetto allo stesso periodo del 2012.

Quanto costa la sofferenza bancaria?

Le sofferenze bancarie nel mese di agosto 2013 sono state, sempre secondo l'Abi, pari a circa 73,5 miliardi di euro. Nei prossimi mesi ci sarà "l'interrogazione" della Bce, ma dovremmo stare tranquilli perché secondo Torriero, responsabile dell'Ufficio studi Abi, "non dovrebbero esserci sorprese" durante la revisione della qualità degli attivi bancari.