Il credito a consumo rappresenta ormai il principale cardine attorno a cui ruotano le abitudini di acquisto degli italiani, con migliaia di consumatori che ricorrono a prestiti o finanziamenti per ottenere la liquidità necessaria a soddisfare il proprio fabbisogno; nonostante ottenere un prestito al momento sia estremamente complicato - complici la crisi di liquidità e la recessione economica che non accennano a placarsi - ogni categoria di utente reca la possibilità di vedersi riconosciuta la concessione, anche chi non può presentare come garanzia di restituzione il reddito fisso derivante da un lavoro a tempo indeterminato.

Gli istituti di credito hanno ovviamente bisogno di ricevere delle garanzie in virtù delle quali concedere il prestito, e non potendo ricorrere alla classica soluzione rappresentata dalla busta paga l'utente di turno dovrà presentarne delle tipologie differenti; tra le soluzioni maggiormente percorribili il coinvolgimento nella pratica di affidamento di un garante, fideiussore o cointestatario del debito.

Questo soggetto - chiamato a fornire le garanzie che il titolare non ha potuto presentare - sarà obbligato ad onorare il debito nel caso in cui il beneficiario principale risulti impossibilito a farlo, con ciò costituendosi come una sorta di garanzia "personale" nei riguardi della banca.

Un utente privo di lavoro fisso può in alternativa dimostrare di possedere delle fonti di reddito costanti nel tempo (si pensi a uno più canoni di affitto in entrata), con la possibilità di presentare come garanzia l'ipoteca di un immobile nel caso la banca rifiuti comunque il prestito.