La richiesta di prestiti in Italia si concentra su piccole cifre e viene soprattutto da dipendenti del settore privato. Questo l'identikit del "debitore" del nostro paese secondo i dati dell'Osservatorio SuperMoney.

Lo studio ha preso in esame 50mila richieste di prestiti inviate al portale SuperMoney tra novembre 2012 e novembre 2013. Di queste, oltre la metà (55%) proviene da richiedenti giovani, di età compresa tra i 26 e i 45 anni. Il 31% dei richiedenti presi in esame ha invece un'età compresa tra i 46 e i 65 anni: anche le generazioni dei risparmiatori sembrano avere bisogno di un aiuto economico.

I cittadini lombardi (16%), laziali (12%) e campani (11%) sono quelli che, dai dati relativi ai preventivi, risultano ricorrere maggiormente al prestito.

Le richieste provengono soprattutto da dipendenti del settore privato (circa il 54%), mentre il restante 46% si distribuisce tra varie categorie: lavoratori autonomi, dipendenti pubblici, pensionati.

Ma quali sono i motivi per cui gli italiani chiedono un prestito? L'analisi ha rilevato che nella maggior parte dei casi si tratta di cifre chieste per rispondere alle esigenze quotidiane (26,25). Il 20,5% ne fa richiesta per bisogno di liquidità, mentre diversi italiani fanno ricorso ad un finanziamento per acquistare un'auto (14,9%) o ristrutturare casa (14%).

Le percentuali però cambiano a seconda delle regioni: se in Veneto vengono richiesti più prestiti per l'auto (19,2%), in Calabria ci si indebita soprattutto per ristrutturare casa (17,6%); gli abitanti della Valle d'Aosta sono i più vanitosi, con il 5,2% di richieste per salute e bellezza contro l'1,4% di media nazionale; la Campania è invece la regione in cui si chiedono più prestiti per cerimonie e regali (3,3% contro una media nazionale dell'1,9%).

"Purtroppo il nostro studio sul profilo del debitore italiano ha confermato le aspettative: oltre il 30% del campione richiede cifre inferiori ai 10mila euro e per lo più per coprire esigenze di liquidità immediata. I "baby boomer" s'indebitano di più dei loro figli e molto probabilmente per quest'ultimi, che non possono neppure accedere alle forme di finanziamento - commenta Andrea Manfredi, amministratore delegato di SuperMoney -. E' proprio questo identikit il fenomeno più preoccupante a nostro avviso: per riprendersi questo Paese ha bisogno di intraprendenza giovanile, per cui è assolutamente necessario superare questo modello gattopardesco: devono cambiare età e finalità di accesso al credito."