Dai dati di Bce e Bankitalia rielaborati da Adusbef-Federconsumatori, si evince come in Italia le banche applichino ai tassi di riferimento per mutui e prestiti uno spread notevolmente superiore a quello applicato nel resto dell'Eurozona. Coloro che in Italia riescono ad ottenere un mutuo trentennale di 100 mila euro, e già questo basterebbe a ritenerli dei fortunatissimi, pagano in media una rata mensile di 515 euro (tasso del 4,64%) contro i 446 euro (tasso del 3,45%) pagati da un francese, tedesco o da un qualsiasi altro cittadino della zona Euro.

Calcolatrice alla mano, un italiano paga circa 69 euro al mese in più che sono dunque 828 ogni anno. Per la durata trentennale del mutuo, un italiano versa in più alle banche circa 24.840 euro, quasi un quarto dell'intera somma erogata.

Non va certo meglio a coloro che chiedono un prestito, su un prestito di 30 mila euro a di 10 anni un italiano paga mensilmente una rata media di 357 euro (tasso del 7,56%) mentre un altro cittadino europeo paga 334 euro (tasso del 6,04%), circa 23 euro in più al mese, 276 euro in più all'anno, che sono dunque 2.760 all'estinzione del debito, circa il 10 % della cifra erogata dall'istituto di credito.

Gli istituti bancari e finanziari italiani sembrano approfittare dei tassi bassi, ai minimi storici, per applicare spread esorbitanti con conseguenti guadagni altissimi su mutui e prestiti. La politica europea di rilancio dei consumi, con il taglio continuo del costo del denaro, è danneggiata da una politica al limite della speculazione delle banche italiane, favorendo dunque coloro che già hanno soldi e garanzie ma scoraggiando coloro che invece devono chiederli. E' forte l'auspicio che ben presto le banche tornino a fare il loro lavoro: prestare soldi a cittadini e imprese.