Le commissioni di camera e senato sono a lavoro per vagliare il decreto che presumibilmente potrebbe entrare in vigore il 10 Aprile. Il ministro ha presentato un decreto per lo sblocco di crediti che le imprese vantano nei confronti della PA per un valore di 40 miliardi di euro. Ricordiamo che la pubblica amministrazione è in debito per una cifra di 71 Miliardi di euro.

La prima tranche di pagamenti sarà suddivisa in 20 miliardi nel 2013 e 20 nel 2014.

Gli ostacoli non mancano al varo del decreto, infatti gli onorevoli cittadini del M5S si oppongono di fatto alla modalità di pagamento dei debiti della PA, che verrebbe erogata direttamente alle banche che hanno già anticipato le somme alle imprese. Il Movimento vuole infatti che tutti è 40 Miliardi vadano interamente alle imprese.

Non solo, anche la commissione europea stima come lo sblocco dei pagamenti farebbe aumentare il deficit previsto dal 2,4% al 2,9%. Ma come tiene a precisare il commissario europeo all'industria Tajani non dovrebbe accadere l'aumento del deficit in quanto le somme da pagare son state già iscritte a Bilancio negli anni passati.

Il commissario agli affari economici Olli Rehn è invece orientato a dare l'ok al pagamento solo dopo la chiusura della procedura per deficit eccessivo aperta nei confronti dell'Italia nel 2009. Ed è molto probabile che non tale procedura non verrà conclusa entrò Aprile 2013.

Oltre alle proposte e contrasti tra Ministro, commissioni e Commissione Europea, vi è anche d'ostacolo le proposte di modifiche al decreto, la più nota è quella del vice presidente della commissione speciale del Senato Sen. Azzollini che vorrebbe che la cifra fosse destinata con preferenza agli enti locali. Così da «creare uno spazio macro-economico per poter immettere liquidità nel sistema».

Anche se il presidente di Confindustria Squinzi da ormai 2 mesi chiede a gran voce e ponendo drammatici sviluppi in caso contrario, che vengano pagate le imprese per ridare fiato all'economia e agli investimenti, sembra che la soluzione non sia così vicina e neanche tanto semplice.