Dall'ultimo rapporto Crif, riguardante il primo trimestre del 2012, si evince una nuova tendenza all'indebitamento: si richiedono prestiti per pagarne altri già esistenti. Le richieste di prestiti maggiori riguardano infatti il consolidamento dei debiti (+242%) e la domanda di liquidità (+197%) per pagare bollette e spese di varia natura. Un altro segnale di allarme emerge dai dati trimestrali della Commissione Europea, secondo cui, oltre il 20% delle famiglie italiane, quasi una su quattro, nei primi tre mesi del 2011, non è stata in grado di pagare il mutuo.

Gli Italiani ormai ricorrono alle banche sia per pagare debiti pregressi, non più sostenibili, sia per poter far fronte alle spese necessarie per il ménage famigliare. Il denaro serve talora alle famiglie per mantenere i livelli standard di consumi decisi a fronte di ragionevoli aspettative di guadagni futuri, purtroppo disattesi a fronte di condizioni non prevedibili a priori, come un licenziamento o una riduzione del monte ore lavorativo. Purtroppo ogni famiglia, anche la più accorta e parsimoniosa che ha utilizzato correttamente lo strumento del debito per raggiungere obiettivi non perseguibili diversamente, come ad esempio l'acquisto della propria casa, è potenzialmente esposta ai rischi di insolvenza.

In questo scenario pare provvidenziale una legge sui crac personali, nata dalla proposta del sottosegretario alla giustizia Andrea Zoppini. Il provvedimento sul fallimento individuale intende tutelare coloro che si sono indebitati "razionalmente", cioè in linea con le disponibilità economiche che avevano in quel momento, il provvedimento prevede infatti agevolazioni per ridurre il proprio debito e rateizzarlo.

Non verranno invece in alcun modo aiutati coloro che hanno deciso di indebitarsi al di sopra delle proprie possibilità. La legge infatti non vuole essere interpretata come un incentivo all'indebitamento, ma come una sorta di salvagente per quelle famiglie in cui un evento inaspettato ha colpito profondamente il reddito. Questo anche per evitare che una circostanza sfortunata si trasformi in tragedia, come purtroppo documentano molti fatti di cronaca recenti.