Per i poveri dei paesi del terzo mondo, la mancanza di denaro impedisce qualunque iniziativa per migliorare la propria condizione. Le banche dei paesi in via di sviluppo (e non solo), sono a disposizione dei ceti più ricchi e privilegiati e mai hanno pensato di sostenere le iniziative dei ceti più umili con prestiti e finanziamenti mirati.

L'unica possibilità per quest'ultimi consiste nel ricorrere ad uno strozzino. In questo modo, il risultato sarà quello di trovarsi ancora più poveri.

È stato Muhammad Yunus, un uomo del Bangladesh, musulmano, che ha studiato economia negli Usa, ad affrontare il problema. Studiando la situazione dei villaggi del suo paese, si era reso conto che ad impedire lo sviluppo erano, spesso, piccolissime somme di denaro indispensabili per intraprendere un'attività economica. Per debellare la povertà, quindi, occorreva sostenere la crescita economica attraverso l'erogazione di piccoli prestiti.

La soluzione è stata la Grameen Bank, o banca di villaggio o anche banca dei poveri specializzata in microprestiti. Innanzitutto, non si tratta della classica banca che aspetta i clienti, ma in questo caso sono i suoi funzionari a girare per i villaggi e spiegare come funziona il microprestito. I prestiti vengono concessi sulla fiducia e senza alcuna garanzia.

Altra caratteristica è che a beneficiarne sono preferibilmente le donne. Questo perché hanno una posizione sociale inferiore a quella degli uomini e, soprattutto nelle realtà rurali di paesi sottosviluppati, rappresentano i soggetti più deboli e meno garantiti.

La percentuale di persone che hanno restituito il prestito raggiunge il 99%, molto più elevata di quella di qualsiasi banca occidentale. Questo perché i beneficiari sono consapevoli che questa è un'occasione unica per dare una svolta alla propria vita. Per il suo impegno a favore dei poveri, Yunus si è visto assegnare, nel 2006, il premio nobel per la pace.

Singolare risulta il fatto che un'iniziativa pensata per i paesi in via di sviluppo, viene usata, sempre di più, per aiutare i disoccupati dei paesi industrializzati.