In tempi di crisi per molti può essere necessario ricorrere a un prestito personale, che sembra offrire condizioni più "vantaggiose" per l'indebitamento del fido bancario o delle carte di credito. Un'analisi del Corriere della Sera svela che, facendo bene i conti, un prestito oggi può raggiungere un costo finale più alto del 40% rispetto alla cifra richiesta.

Un risultato così eclatante è dato dall'incidenza, più che dei tassi di interesse, delle spese di istruttoria e delle varie commissioni imposte dalle banche o dalle finanziarie. CorrierEconomia ha studiato il caso di un prestito di 15 mila euro da restituire in 72 rate, esaminando le proposte di diversi istituti. Il risultato è che il titolare del finanziamento dovrà restituire in media altri 5335 euro, oltre alla somma concessa.

Non rientra più nel calcolo dei preventivi il costo della polizza sul prestito, dopo che il decreto liberalizzazioni ha impedito alle banche di abbinare i propri prodotti assicurativi o quelli di istituti amici, concedendo al consumatore la possibilità di scelta. Al costo totale del prestito fin qui considerato andrà quindi aggiunto questo ulteriore esborso.

Eppure le famiglie sembrano avvicinarsi nuovamente al credito al consumo. Le anticipazioni estratte dall'ultimo Barometro Crif rivelano un lieve aumento della richiesta di prestiti, che ha segnato ad agosto un rialzo dell'1%, dopo più di un anno di flessione. Il dato non generi entusiasmi frettolosi: il bilancio annuale è comunque in calo del 7%. Ecco perché tutti i principali istituti di credito stanno rimodulando la propria offerta commerciale per cercare di agganciare questa timida ripresa.