Le autorizzazioni da parte della Banca d'Italia sono arrivate e i primi operatori di social lending che offrono la struttura online per mettere in moto la nuova idea, che sembra piacere molto agli italiani, sbarcano sul web. Teoricamente, i tempi per ottenere un prestito possono essere velocissimi, addirittura una pratica può essere elaborata nel giro di 24 ore.

Dopo la richiesta, viene effettuata una valutazione sulla solvibilità del cliente e, se il richiedente supera questo test, viene assegnato ad una delle classi di rischio e può ricevere il prestito che per il momento non sembra superare la soglia dei 25.000,00 euro. La classe di rischio va così a determinare quello che è il rating per poi calcolare il tasso di interesse associato.

Mediamente, chi ha chiesto un prestito con "Smartika", una delle prime società ad intraprendere questo business online in Italia, ha pagato un Taeg dell'8,65% (con punte minime del 5,1% e massime del 13,5%) mentre il tasso medio pagato sulla piattaforma "Prestiamoci" è del 9,24% (con punte minime del 7,13% e massime del 17,85%).

I capitali arrivano da altri cittadini che decidono di investire le proprie risorse economiche nel breve-medio periodo nell'innovativo prestito condiviso come forma alternativa alla tradizionale idea di investimento. In Italia, vista la crisi economica e la chiusura dei "rubinetti" da parte delle banche, questo fenomeno sociale sta prendendo sempre più piede e anche all'estero sta avendo un vero e proprio boom economico con l'americana "Lending Club" che punta al traguardo di 1 miliardo di euro (dal 2007 ha erogato circa 700 milioni di euro).