Ancora un bilancio negativo sui prestiti. A rivelarlo è l'indagine condotta da Bankitalia sul credito nell'area dell'euro, secondo cui la domanda di prestiti e mutui da parte di famiglie e imprese si sarebbe mantenuta molto debole anche nel secondo trimestre del 2012.

Le ragioni vanno ricercate non solo nel peggioramento della fiducia dei consumatori, ma anche nel deterioramento delle prospettive del mercato immobiliare, per quanto riguarda i mutui, e nell'indebolimento della spesa per beni di consumo, per quanto concerne il credito al consumo e gli altri prestiti. E ciò nonostante l'allentamento operato dai principali intermediari creditizi dei criteri per la concessione di mutui e prestiti.

Infatti, stando ai dati che Bankitalia ha raccolto dai principali istituti di credito italiani, nel secondo trimestre dell'anno il grado di restrizione dei criteri adottati nella concessione di prestiti alle imprese si è mantenuto invariato su un valore lievemente positivo. In effetti, l'indicatore di sintesi, che può oscillare tra 1, equivalente a un notevole irrigidimento delle condizioni praticate, e -1, che invece indica un notevole allentamento , è rimasto invariato a 0,15. Analoga la situazione per il versante dei mutui: nello stesso periodo di tempo si sono allentati anche i criteri per accedere ai finanziamenti per l'acquisto della casa.

Tuttavia al miglioramento delle condizioni di accesso al mercato monetario non è corrisposto un analogo allentamento dei criteri per accedere al credito al consumo e agli altri prestiti. "Gli intermediari, si legge nella nota di Via Nazionale, hanno segnalato, infatti, un peggioramento, rispetto al trimestre precedente, delle condizioni di accesso agli altri mercati di raccolta all'ingrosso".