Chiedere un prestito alle banche non sembra più essere di moda. Dall'estero arrivano anche Italia le ultime tendenze del mercato finanziario. Oltre ai supermercati che erogano prestiti come delle vere e proprie banche, l'altra alternativa agli istituti di credito sembra essere il prestito sociale. Si chiama Social Lending e consente a privati di finanziarsi tra di loro, con tassi d' interesse vantaggiosi senza intermediazione bancaria e direttamente sul web.

Nato sette anni fa in Gran Bretagna, il cosiddetto prestito sociale si è sviluppato rapidamente negli Stati Uniti, dove ormai rappresenta il 2% dei crediti personali. Anche in Germania e Cina, con 57 milioni di prestiti erogati tra il 2007 e il 2011, 20 mila finanziatori e 7 mila beneficiari, il giro d'affari della società tedesca Smava, in Europa, è secondo solo a quello di Zopa. In Cina, invece, una delle più importanti società del settore è CreditEase, che conta 5 mila lavoratori ed è presente in 40 città. Lo scorso anno la media dei prestiti erogati mensilmente dal gruppo si aggirava attorno ai 15,7 milioni di dollari.

Anche in Italia esistono siti specifici per il prestito sociale: Smartika, Prestiamoci e Boober. Per accedere a questi portali è sufficiente iscriversi e richiedere un prestito fino a un massimo di 25-30 mila euro, che in base al nostro merito creditizio, ci verrà concesso o rifiutato. La durata del finanziamento è di massimo 3 anni e per minimizzare il rischio, viene suddiviso in tanti piccoli prestiti da rimborsare in rate mensili. Chiaramente prestare denaro online può essere rischioso, per questo è importante affidarsi solo a portali noti, diffidando di quelli sconosciuti e soprattutto non certificati e fare sempre attenzione ai metodi di assegnazione del rating dei clienti.