Indebitarsi per saldare i debiti: è questo il paradosso in cui si trovano "incastrati" migliaia di italiani, costretti a rivolgersi alle banche per chiedere prestiti che serviranno soltanto ad estinguere vecchi debiti. Un'analisi condotta da SuperMoney mette in luce un dato sconcertante: nel primo trimestre 2012 le richieste di prestito per consolidamento debiti sono cresciute del 241,9% rispetto al trimestre precedente, quelle per liquidità del 196,7%. Questi sono i "prestiti della crisi", che servono a tamponare gli effetti della recessione e ad arrivare a fine mese.

Nello stesso periodo le domande di credito per beni durevoli (auto, moto, casa e mobili, ecc.) hanno registrato un -40,9%, così come le richieste di credito per finalità considerate non indispensabili (cerimonie e regali, viaggi, salute e bellezza), che hanno perso il 42,1%. Nel mese di aprile questa tendenza è pienamente confermata: i prestiti per consolidamento e liquidità continuano ad aumentare (rispettivamente del +50,2% e del +61,9%), mentre tutti gli altri diminuiscono.

Crescono importo e durata dei prestiti

Lo studio condotto da SuperMoney rileva un aumento sia degli importi richiesti, sia della durata dei finanziamenti: un chiaro segnale che gli italiani hanno sempre più bisogno di soldi, ma preferiscono tempi di restituzione diluiti nel tempo per poter usufruire di rate di piccola entità. Nel primo trimestre 2012 la cifra media richiesta è pari a 16.315 euro (+6,44% rispetto agli ultimi tre mesi 2011), mentre ad aprile si attesta a 17.383 euro, segnando un ulteriore +6,55%. Chi chiede un prestito per consolidamento ha però bisogno di somme più elevate: in questo caso le richieste si attestano in media a 27.112 euro nel mese di aprile.

Per quanto riguarda la durata dei finanziamenti richiesti, si evidenzia un aumento del 5,02% tra ultimo trimestre 2011 (durata media 67 mesi) e primo trimestre 2012 (durata media 70 mesi), cui si somma un'ulteriore crescita del +17,22% registrata ad aprile, quando la durata media dei prestiti si è attestata a 82 mesi.

Identikit di chi richiede un prestito

L'analisi rivela anche il profilo di chi richiede un prestito con più frequenza: si tratta soprattutto di lavoratori a tempo indeterminato (74,2% nel primo trimestre 2012, contro il 63,8% del primo trimestre 2011), che hanno le spalle la sicurezza del "posto fisso". Al contrario, diminuiscono le richieste di prestito da parte dei lavoratori precari e autonomi (7,2%, contro l'11,7% del trimestre precedente). Chi non ha una situazione lavorativa stabile è sempre più prudente e sfiduciato, anche a fronte del fatto che le banche, in questo periodo, concedono molto difficilmente credito a chi non può offrire solide garanzie. Lo dimostrano i dati di SuperMoney sui prestiti erogati: il rapporto tra i finanziamenti concessi e il numero di richieste presentate si è infatti ridotto negli ultimi mesi, passando dall'8% del periodo luglio-settembre 2011 al 6,3% del trimestre ottobre-dicembre 2011, per attestarsi al 6% nel primo trimestre 2012.

"I risultati dell'analisi mostrano lo spaccato di un'Italia prudente e molto in difficoltà - spiega Andrea Manfredi, amministratore delegato di SuperMoney -. L'accesso a nuove fonti di liquidità non è più importante solo per garantirsi piccoli piaceri, ma sempre di più per sostenere le rate di mutui e prestiti già in corso, oppure per affrontare le spese della quotidianità. Un segnale molto preoccupante che, purtroppo, è pienamente in linea con l'evoluzione della situazione economica".