La crisi sta mettendo a dura prova il portafoglio degli italiani, che appaiono sempre più "intimoriti" nel richiedere nuovi prestiti. Da quanto emerge dai dati dell'ultimo rapporto di marzo dell'Osservatorio Findomestic, banca specializzata nell'erogazione di prestiti personali, una buona parte degli intervistati nell'arco degli ultimi 5 anni ha cambiato il proprio atteggiamento rispetto alla richiesta di credito, diventando più "prudente". Circa un terzo del campione (33%) ha dichiarato di cercare di chiedere meno soldi in prestito, mentre solo il 7% ha affermato di chiederne di più, mentre il 36% ha mantenuto sostanzialmente l'atteggiamento di sempre.

Questi dati mettono in evidenza come gli italiani stiano assumendo un atteggiamento di cautela rispetto alla richiesta di prestiti, che si avrà anche nel prossimo futuro. Quasi la metà degli intervistati (48%) ha affermato che tende a chiedere meno soldi in prestito per un maggior senso di responsabilità rispetto al passato, per cui una valutazione attenta delle richieste è necessaria per non indebitarsi troppo; il 32% ha affermato che fa meno ricorso a prestiti per via dei tassi troppo elevati; il 24% rinuncia prima ancora di provarci, perché ritiene sia difficile ottenerli; il 19% perché ne ha meno bisogno che in passato e il 5% per via delle difficoltà economiche dovute anche a stipendi insufficienti.

Ciò che emerge, oltre a questa maggior cautela nella richiesta di prestiti, sintomo di una sfiducia rispetto alle prospettive di ripresa del Paese, è anche che il ricorso alle banche on line è ancora poco diffuso. Circa la metà del campione che ha già richiesto un prestito in passato (49%) si rivolge a banche classiche, mentre solo il 6% fa riferimento a banche on line. Le percentuali variano di poco anche per chi non ha mai dovuto ricorrere a un finanziamento e potrebbe farlo nel futuro: il 43% punta a istituti tradizionali e il 9% a istituti on line. Questo appare piuttosto strano, dal momento che le offerte di prestiti on line permettono spesso di risparmiare rispetto a quelle di prestiti tradizionali, perché la gestione delle pratiche via web riduce i costi per le banche, e ciò si traduce in un vantaggio per il cliente.

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