Disincentivati dalla continua crescita dei tassi di interesse e dall'irrigidimento nelle concessioni di denaro alle famiglie, gli italiani cercano di non chiedere, fino a quando è possibile, prestiti alle banche e di rivolgersi ai propri familiari o agli amici più stretti. Le famiglie, sempre più spesso costrette a dover far uso dei propri risparmi, negli ultimi anni si sono trovate nella condizione di dover chiedere dei prestiti per far fonte alle proprie spese. I debiti sono aumentati e con essi la difficoltà di pagarli.

Nonostante le difficoltà in cui si trovano le famiglie e gli evidenti problemi del mercato del lavoro in questo periodo, il rischio di un grave indebitamento appare ancora lontano. L'ammontare del debiti rispetto al reddito disponibile nel nostro Paese è infatti mediamente inferiore (82%) a quello di altri Stati (in Francia e Germania è del 100%). Questo accade principalmente perché le famiglie italiane sono state tradizionalmente "risparmiatrici" e perché, anche in questa fase, tendono a tenere sottocontrollo il loro livello di indebitamento chiedendo prestiti ai familiari e agli amici.

Secondo Enrico Lodi, direttore generale di Crif, centro di informazioni creditizie che controlla la situazione dei prestiti, bisognerà attendere nei prossimi mesi per vedere come la situazione si evolverà e se la rischiosità della situazione dei prestiti peggiorerà o meno. Intanto si assiste a una situazione semibloccata per cui, mentre le banche cercano di contenere le sofferenze, "le famiglie rinviano le spese non indispensabili e sono frenate negli acquisti". Inoltre, ha aggiunto Lodi, sembra essere "scattata anche una sorta di autocensura che induce a non chiedere immaginando una risposta negativa".

Secondo Giuseppe Piano Mortari, direttore operativo di Assofin, il 2012 sarà un anno ancora difficile per tutto il settore del credito, ma appare evidente che le famiglie dovranno per forza accedere a prestiti diversi da quelli familiari. Si prevede una crescita dei prestiti personali rispetto ai prestiti finalizzati: il freno dei consumi e la nuova norma sul credito al consumo, che ha stabilito le responsabilità anche dell'ente finanziatore in caso di cattivo esito della fornitura tra esercente e cliente, infatti, porta le banche a preferire i prestiti personali, che tendono a creare anche un rapporto di fiducia col cliente.

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