Negli ultimi anni il patrimonio degli italiani è stato fortemente intaccato dagli effetti della crisi, per cui la ricchezza è diminuita e il ricorso ai prestiti è diventato sempre più necessario. Il perdurare della difficile situazione economica e gli aumenti delle spese che si sono verificati nel 2011 hanno portato sempre più famiglie a richiedere dei prestiti, tanto che le obbligazioni a loro carico hanno raggiunto livelli preoccupanti, che fanno rischiare a molti il tracollo economico.

A denunciare la drammaticità di questa situazione è la Ulicem, il sindacato della chimica, dell'energia e petrolio legato a Uil che ha segnalato come il peso delle somme dovute ai prestiti per molte famiglie sia diventato sempre più insostenibile, tanto che per molti si è quasi arrivati alla soglia critica di onorabilità del debito, oltre la quale il rischio di insolvenza diventa sempre più elevato.

A rendere ancora più nero il quadro sono anche le previsioni di Federconsumatori, che lasciano intravedere un'ulteriore stangata economica ai danni delle famiglie nel 2012. Secondo l'Associazione, infatti, il 2012 sarà un anno peggiore di quello precedente per gli aumenti dei costi: i rincari dei prezzi riguarderanno molti settori, tra cui in particolar modo quello dei trasporti pubblici locali, dell'energia elettrica e termica, il reparto alimentare e quello delle assicurazioni. A causa di questi aumenti si prevede che le famiglie dovranno sborsare circa 2 mila euro in più ciascuna e questo potrebbe lasciare molti a tasche vuote, rendendo ancor più indispensabile il ricorso a ulteriori prestiti personali per coprire le spese.

Federconsumatori ha precisato infine, che questi aumenti "determineranno pesantissime ricadute sullo stile di vita delle famiglie e sull'intera economia, che dovrà continuare a fare i conti con una profonda e prolungata crisi dei consumi" e ciò potrebbe mettere in crisi soprattutto i prestiti finalizzati, che appaiono fortemente legati agli acquisti. Si tratta infatti di una conseguenza molto probabile, a cui, per altro, si aggiunge il fatto che da ottobre è previsto un innalzamento dell'Iva al 23% che potrebbe rallentare ancora di più la domanda dei prestiti finalizzati.

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