I prestiti per dipendenti sono una tipologia di prestiti personali che vengono destinati ai lavoratori dipendenti pubblici e statali e privati. I prestiti per dipendenti sono finanziamenti non finalizzati: coloro che li richiedono, cioè, non hanno l'obbligo di specificare la finalità della somma richiesta.
I prestiti personali per dipendenti prevedono, come forma più comune, la cessione del quinto dello stipendio: secondo questa formula le rate del prestito vengono trattenute direttamente dalla busta paga del richiedente e pagate dal datore di lavoro che si assume la responsabilità della puntualità e del pagamento. L'ammontare della trattenuta non può, come indicato anche dal nome "cessione del quinto" superare un quinto dello stipendio del dipendente, cioè il 20% della busta paga. Se il datore di lavoro o l'amministratore sono d'accordo è possibile anche una seconda trattenuta dalla busta paga, che fa così aumentare l'esposizione del debitore fino al 40% del proprio stipendio.
I prestiti dipendenti si rivolgono ai lavoratori dipendenti perché hanno come garanzia la busta paga. I destinatari possibili dei prestiti per dipendenti comprendono: lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, lavoratori con contratto di formazione o di apprendistato, lavoratori a tempo determinato. In questi casi, la presenza della busta paga costituisce una forma di garanzia importante per le banche e gli istituti di credito, che quindi possono usare criteri di valutazione più flessibili nell'accettazione delle proposte di prestiti. Ai lavoratori a tempo indeterminato viene richiesto di dimostrare di lavorare in modo fisso da almeno tre mesi, mentre per chi ha un contratto a tempo determinato, se la banca decide di concedere un prestito, la durata di restituzione del credito potrebbe essere vincolata al periodo del contratto stesso.
I prestiti per dipendenti possono essere richiesti anche da coloro che in passato hanno avuto casi di insolvenza o sono segnalati come soggetti protestati, perché la trattenuta dalla busta paga costituisce anche per loro una garanzia sufficiente per l'accettazione della richiesta.
Per i lavoratori dipendenti pubblici o statali, a regolare l'accettazione e l'erogazione dei prestiti dipendenti è il DPR. 05/01/1950, n. 180. Questi lavoratori sono avvantaggiati da alcuni benefici e convenzioni particolari che con la legge 311 del 2004, sono stati estesi, con alcune limitazioni, anche a chi è impiegato come dipendente nelle aziende private. I dipendenti pubblici possono scegliere come possibili prestiti dipendenti i prestiti INPDAP che costituiscono una buona alternativa a prestiti erogati da banche o finanziarie.
I prestiti INPDAP, sono i finanziamenti che l'Istituto tradizionale di previdenza per i dipendenti dell'amministrazione pubblica dispone per i lavoratori statali a tassi agevolati e che vengono erogati o direttamente dal proprio Fondo credito, la Gestione unitaria autonoma delle prestazioni creditizie e sociali, o da banche e società convenzionate con l'Istituto.
Anche i dipendenti di ditte o aziende private possono fare richiesta di prestito a banche e finanziarie offrendo come garanzia il proprio stipendio. I documenti richiesti per aprire le pratiche di istruttoria sono: il modello CUD (Certificazione Unica dei Redditi di lavoro dipendente) che certifica il proprio reddito mensile e la fotocopia di un documento d'identità.
Tra le soluzioni di prestito per i dipendenti privati si possono avere cessione del quinto, prestiti personali tradizionali, consolidamento debiti e delega stipendio. La cessione del quinto rappresenta una modalità veloce e sicura, ma, a differenza dei dipendenti pubblici, il datore di lavoro può anche non accettare la richiesta di prestiti dipendenti.
Scritto da:
Esperto SuperMoney
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