Il prestito ipotecario vitalizio è una particolare soluzione di finanziamento a medio-lungo termine rivolta a tutti coloro che hanno superato la soglia dei 60 anni e sono proprietari di un immobile ad uso residenziale. Importato dal mondo anglosassone, il prestito ipotecario vitalizio è stato introdotto solo di recente nel mercato creditizio italiano con l'approvazione del decreto del Ministro dello Sviluppo Economico n. 226/2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 38 del 16 febbraio 2016.

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Prestito ipotecario vitalizio: le principali caratteristiche

Per accedere a questa soluzione di finanziamento è necessario possedere due precisi requisiti: il primo, rientrare nella classe degli over 60; il secondo essere proprietario di un'abitazione su cui non gravi nessuna ipoteca. Il possesso di quest'ultimo requisito sarà fondamentale, perché costituirà per la banca la garanzia essenziale per l'erogazione della somma richiesta. In questo modo la persona che fa richiesta del prestito ipotecario vitalizio potrà continuare ad abitare nella sua abitazione di proprietà e allo stesso tempo a beneficiare della somma richiesta.

Infatti l'istituto di credito erogherà la liquidità solo a fronte dell'iscrizione di un'ipoteca sulla casa dell'intestatario del contratto. Questa specifica condizione giustifica la necessità di condurre una perizia sull'immobile, proprio per determinarne il valore. Infatti in base al valore dell'immobile e all'età del richiedente la banca stabilirà l'importo da concedere.

In merito all'importo richiedibile con questa formula occorre precisare che è la somma è proporzionale al valore dell'abitazione e all'età del suo proprietario. Quindi all'aumentare di questi due fattori crescerà anche la somma concessa dall'istituto di credito.

Come funziona il rimborso del prestito ipotecario vitalizio?

Un fattore che differenzia il prestito ipotecario vitalizio da tutte le altre soluzioni di finanziamento per anziani è la modalità di pagamento delle rate. Infatti, il rimborso della somma ricevuta inizierà solo in seguito alla morte dell'intestatario/i del contratto e graverà direttamente sugli eredi che dovranno estinguere il debito e gli interessi maturati in un'unica soluzione.

Per tutelare i suoi eredi, il beneficiario del contratto potrà anche chiedere all'istituto di credito di iniziare a pagare fin da subito tutte le spese connesse e gli interessi, in modo da evitarne la capitalizzazione.

Quali sono le tutele per gli eredi?

Nel caso in cui gli eredi non riescano a saldare il debito entro 12 mesi, la banca potrà procedere alla messa in vendita dell'immobile, al prezzo indicato dalla perizia tecnica. Se la vendita non avviene nel primo anno, il prezzo verrà scontato del 15% per ogni anno che passerà, fino a quando la casa non sarà venduta. In questo caso specifico, gli eredi possono anche chiedere di occuparsi privatamente della vendita dell'immobile.

Se il ricavo della vendita riesce solo a coprire il debito, ma non le spese e la capitalizzazione degli interessi, la banca non potrà avanzare nessun'altra richiesta. Infatti la norma prevede in questi casi che "l'importo del debito residuo non può superare il ricavato della vendita dell'immobile, al netto delle spese sostenute". Se invece la vendita dell'immobile ipotecato genera un valore maggiore, la differenza dovrà essere versata agli eredi.