Normativa cessione del quinto: come funziona e in che modo questa regola le dinamiche della cessione del quinto? Se sei interessato a richiedere questa particolare forma di prestito personale, allora vorrai sicuramente conoscere nel dettaglio tutte le dinamiche sul funzionamento di questa soluzione creditizia prevista dal Codice Civile che ne regola l'attuazione e ne sancisce i limiti di richiesta.

La cessione del quinto rappresenta una tipologia di prestito personale che permette di ottenere una liquidità extra utile e di restituire l'importo attraverso la cessione di un quinto dello stipendio o della pensione del richiedente. Prima di sottoscrivere questo finanziamento è però molto importante prendere atto delle normative che in Italia la regolano.

Normativa cessione del quinto: funzionamento

Come anticipato, questo tipo di prestito personale è regolato dalla Normativa cessione del quinto. Ma in che modo essa regola e rende possibile richiedere la cessione del quinto dello stipendio o della pensione?

Innanzitutto, la cessione del quinto è regolata principalmente dall'articolo 1260 del Codice Civile. Questo punto del Codice sancisce per l'appunto la possibilità di ricevere da un istituto di credito un prestito da rimborsare attraverso rate con un importo mai superiore al quinto dello stipendio/pensione del richiedente. Il funzionamento vero e proprio della cessione è regolato invece dal DPR numero 180 risalente al 5 gennaio 1950, integrato conseguentemente dalle leggi 311/2005 e 80/2005.

Questi ultimi prevedono che si tratti di una soluzione richiedibile dai dipendenti statali e dipendenti privati con contratto di lavoro a tempo indeterminato e dai pensionati INPS. Tra i requisiti principali richiesti dalla banca per la concessione del prestito vi è l'ammontare del TFR maturato dal lavoratore dipendente o del cedolino della pensione per i lavoratori a riposo.

Qualora la cessione del quinto venga chiesta da un lavoratore, è importante precisare che il datore di lavoro non può in alcun modo opporsi alla richiesta dell'intestatario del prestito.

La normativa sottolinea inoltre che esistono due tipologie di cessioni del quinto: la cessione del quinto e la cessione del doppio quinto. Nel primo caso le rate del prestito vengono trattenute direttamente in busta paga, hanno tasso fisso e non possono superare il massimo di un quinto del valore netto dello stipendio, ovvero il 20%.

Il doppio quinto, invece, può arrivare a detrarre fino al 40% dell'importo della retribuzione, calcolata anche in questo caso al netto dello stipendio ma a differenza della classica cessione del quinto, la doppia cessione del quinto non può essere richiesta dai pensionati. Gli enti pensionistici non accettano infatti questa modalità di rimborso del finanziamento

Per quanto riguarda il piano di estinzione inoltre, per entrambe le soluzioni è previsto un massimo di 120 rate.

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Normative cessione del quinto: i requisiti di accesso

Per avviare una cessione del quinto, come già detto, è necessario essere lavoratori dipendenti a tempo indeterminato e avere già maturato un buon livello di TFR maturato, oppure essere dei pensionati.

Esistono però altri requisiti che determinano l'accettazione o meno alla concessione della cessione del quinto. A tal proposito sarà necessario fornire all'istituto di credito l'ultima busta paga ricevuta, il certificato di stipendio e un certificato di benestare dell'azienda in cui lavori.

Qualora tu rientrassi nella categoria dei lavoratori a riposo, sarà invece necessario fornire alla banca l'ultimo cedolino della pensione ricevuto e l'ultimo CUD.