Se hai difficoltà ad accedere ad un prestito e ti trovi in una situazione complicata dal punto di vista economico, il Prestito della speranza potrebbe essere la soluzione al tuo problema. In questo articolo ti spiegheremo come funziona questo forma di finanziamento, a chi si rivolge e quali sono le procedure da seguire per farne richiesta.

Prestito della speranza: di cosa si tratta?

Grazie ad una collaborazione tra la CEI - Conferenza Episcopale Italia - e l'ABI -Associazione Bancaria Italiana -, tutte le famiglie e le piccole imprese che si trovano in una situazione di pericolosa vulnerabilità economica e che trovano grandi difficoltà ad accedere ad un credito attraverso i canali più conosciuti possono richiedere il cosiddetto Prestito della speranza.

Si tratta, nello specifico, di una particolare forma di finanziamento, o meglio di microcredito, che fa riferimento ad un fondo di garanzia istituito nel 2009 del valore di circa 25 milioni di euro, destinato sia a persone fisiche sia a microimprese che hanno bisogno di accedere ad un piccolo prestito. Il fondo viene gestito anche grazie al contributo di privati e, soprattutto, il suo capitale erogabile viene rinnovato costantemente grazie ad un sistema di auto alimentazione. Ciò significa che sono le restituzioni degli stessi prestiti precedentemente erogati che vanno a rinnovare il fondo di garanzia.

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Prestito della speranza: chi può accedere e come fare richiesta?

Possono accedere al microcredito offerto dal fondo di garanzie persone fisiche, piccole imprese e famiglie che necessitano di un piccolo prestito per poter avviare una ristrutturazione o un'attività imprenditoriale nel caso di microimprese. Allo stesso modo, il Prestito della speranza è pensato anche per persone che hanno intenzione di entrare nel mondo del lavoro, ad esempio finanziando attività di formazione professionale.

Per quanto riguarda i prestiti sociali, destinati quindi a persone fisiche e famiglie, il fondo consente un credito fino ad un tetto massimo di 7.500 euro, con un tasso di interesse TAN non superiore al 2,5%. Il finanziamento viene comunemente erogato in 6 rate a cadenza bimestrale come supporto al reddito personale, con rate mensili non superiori a 134 euro.

Le piccole imprese, viceversa, possono fare richiesta per un finanziamento di massimo 25.000 euro con TAN non superiore al 4,5%.

Quali documenti occorrono?

Essendo la gestione del fondo sotto la responsabilità della Caritas diocesana, tutti coloro che intendono fare richiesta di prestito dovranno rivolgersi ad una delle sedi Caritas con la seguente documentazione:

Certificazione ISEE che attesti la situazione economica e quindi lo stato di necessità.

● Eventuale copia della documentazione che attesti un caso di disagio, malattia, o invalidità, rilasciata da un ente come INPS o ASL.

● Eventuale lettera di Licenziamento o fine contratto in caso di stato di disoccupazione.

Per quanto riguarda le piccole imprese, invece, viene richiesto:

Iscrizione alla Camera di Commercio e partita IVA.

Bilancio degli ultimi tre anni o dell'intero periodo di attività in caso di durata inferiore.

Business plan del progetto che si intende realizzare.

Regolarità delle posizioni fiscali e contributive

Queste, in conclusione, sono tutte le informazioni di cui hai bisogno per richiedere un microcredito attraverso questo fondo di garanzia avviato da CEI e ABI per sostenere famiglie, persone e microimprese con l'impossibilità di accedere alle più comuni forme di prestito.