Se nonostante i continui solleciti e l'intervento di una società di recupero crediti la somma erogata tramite un qualunque finanziamento non viene recuperata dell'ente che l'ha erogata, allora vuol dire che il credito è prescritto, ovvero non è più recuperabile. La prescrizione dei debiti rappresenta un concetto molto articolato e prevede tempistiche diverse a seconda dei casi ma richiede comunque un approccio "proattivo" da parte del debitore che, in casi particolarmente difficili, potrà richiedere la decadenza dei debiti per avvenuta prescrizione.

Sebbene la prescrizione dei debiti possa rappresentare una valida soluzione in alcune circostanze, occorre precisare che ci sono dei limiti di prescrizione ben precisi e che sono in linea generale di due tipi:

1- si prescrive in 5 anni il diritto al risarcimento per tutti quei fatti illeciti che non derivano da un atto o un contratto. Ad esempio la distruzione del giardino per un incendio doloso, la rottura di un muretto a causa delle radici degli alberi confinanti;

2- si prescrive in 10 anni in tutti gli altri casi, a meno che non ci siano delle tempistiche diverse nel contratto. Ad esempio le bollette delle varie utenze, si prescrivono in 5 anni a partire dalla data di scadenza; i beni di consumo in dieci anni; mentre un libero professionista può richiedere il pagamento della parcella entro i tre anni.

In tutti i casi, una volta superato il limite temporale previsto il creditore non può rivendicare nessun diritto.

Prestiti in prescrizione: quali sono le tempistiche?

Come dicevamo i termini di prescrizione variano a seconda dei casi, anche se per la maggior parte delle forme di credito è previsto un termine di prescrizione di cinque/dieci anni, con le dovute eccezioni. Nel caso di debiti derivanti dalla sottoscrizione di mutui, prestiti o finanziamenti i termini di prescrizione sono di 10 anni. Anche nel caso di finanziamenti erogati dall'INPS sono previste prescrizioni decennali. L'ente si riserva quindi dieci anni per recuperare la somma concessa, un tempo che si rivela quasi sempre sufficiente ai fini della riscossione.

La prescrizione del credito, regolamentata dall'articolo 2946 del Codice Civile, prevede anche dei casi particolari. Vediamo i più diffusi:

· 5 anni nel caso di crediti vantati per canoni di locazione, interessi, salari, tfr e pensione;

· 3 anni per i crediti maturati da attività professionali;

· 2 anni per i crediti dovuti alla circolazione dei veicoli;

· 1 anno per i crediti dovuti alla riscossione dei premi delle assicurazioni;

· 6 mesi per i crediti dovuti agli albergatori e similari.

Sebbene la prescrizione dei crediti possa rivelarsi in casi particolarmente complessi come l'unica soluzione possibile, occorre precisare che il mancato pagamento delle rate di un prestito comporta sempre delle pesanti conseguenze per il debitore. Infatti prima che maturino i termini di prescrizione il debitore sarà soggetto ai vari solleciti della banca o dell'ente che ha erogato il prestito, dovrà tenere in considerazione l'intervento di una società di recupero crediti, fino alla segnalazione al Crif, la società specializzata in Sistemi di Informazione Creditizia.

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In quest'ultimo caso sarà compromessa anche la possibilità di ottenere dei finanziamenti futuri. Infatti l'accesso a questa grande banca dati è garantito a tutti gli istituti di credito che, prima di erogare qualunque cifra cercheranno di definire la situazione finanziaria del richiedente e il suo trascorso creditizio. Per tutte queste ragioni, prima di sottoscrivere qualunque contratto di finanziamento, occorre sempre valutare con estrema attenzione la propria situazione finanziaria e quindi capire se si riusciranno a pagare con puntualità le rate e a sostenere allo stesso tempo tutte le spese ordinarie.