Il reddito delle famiglie italiane sembra essersi stabilizzato, anche se le giovani famiglie sembrano essere più povere rispetto a quelle dei loro genitori. Le ragioni di questo disagio economico derivano in parte dagli stipendi decisamente più contenuti, ma anche della crescente pressione fiscale. Due fattori che rendono la gestione dell'economia domestica più complessa, spingendo molti giovani capifamiglia a richiedere delle particolari soluzioni di finanziamento per ottenere la liquidità necessaria per fronteggiare le tante spese.

A rallentare il processo di crescita del Paese contribuisce anche il divario economico tra il Nord e il Sud del Paese che, nonostante i vari interventi, continua a persistere e ad accentuarsi. Secondo i dati emersi dall'ultimo studio condotto dalla Banca d'Italia - «I bilanci delle famiglie italiane nel 2014» - i più svantaggiati a livello economico sarebbero proprio i giovani e i capofamiglia del Sud. Nelle regioni del Sud, il basso reddito è una condizione che colpisce soprattutto gli individui di età compresa tra i 19 e i 34 anni, ampliando cosi il divario tra i più giovani e gli anziani.

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Il reddito delle famiglie cala ma si stabilizza

Secondo i dati della studio di Banca Italia la situazione reddituale degli italiani ha subito però un complessivo miglioramento nel corso degli ultimi due anni; infatti tra il 2012 e 2014 la situazione finanziaria di molte famiglie si è stabilizzata su valori medi di 2.500 euro al mese e 30.500 euro all'anno. Nel corso del 2014 è calato anche il numero delle famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese, ma in compenso è aumentata la fascia di individui appartenenti alla "categoria a basso reddito", passando dal 19.6% del 2006 al 22.3% nel 2014.

Patrimonio: la crisi riduce le disuguaglianze

Il patrimonio, inteso come possesso di immobili, aziende, oggetti di valore, depositi, titoli di Stato e azioni, rappresenta ancora una certezza per le famiglie italiane e un'importante fonte di ricchezza. Tuttavia, a causa della forte perdita del valore del mercato immobiliare, la maggior parte delle famiglie abbienti ha subito una perdita pari al 15% del valore dell'intero patrimonio. La situazione è invece migliorata per le famiglie con una situazione finanziaria poco al di sotto della soglia di ricchezza. Infatti il loro patrimonio è aumentato di circa il 4%. La ragione riduzione di quest'ultimo fenomeno è da rintracciare al calo delle passività finanziarie - circa l'11% - dovuta in parte alla riduzione dell'esposizione degli indebitati sia alla loro minor quota.

Il bonus da 80 euro

Una parte delle analisi ha invece riguardato gli effetti del bonus da 80 euro destinato ai lavoratori dipendenti e con un reddito compreso tra circa 8.100 e 26.000. Secondo i dati raccolti, gli effetti di questa entrata extra sarebbero stati davvero contenuti. Inoltre, dal report è emerso che il bonus è stato versato principalmente alle famiglie del Nord Italia con reddito intermedio, ma gli 86 euro mensili, percepiti nel periodo compreso tra giugno e dicembre, sono stati nel 90% dei casi spesi.