I prestiti alle pubbliche amministrazioni (PA) sono aumentati di ben 9 miliardi di euro da settembre 2014 a settembre 2015. Questo è quanto emerso dall'analisi del Centro Studi Unimpresa, che ha rilevato come nell'ultimo anno le banche abbiano concesso molti più finanziamenti a PA ed enti locali che non alle piccole e medie imprese. In particolare, il volume complessivo di prestiti erogati alle PA ha subito un aumento dai 1.905 miliardi di euro di settembre 2014 ai 1.914 miliardi di settembre 2015 (+0,5%). I finanziamenti alle imprese, per contro, sono diminuiti di ben 16 miliardi di euro (-2%).

Meno drammatica invece la situazione del credito al consumo e dei prestiti ai privati in generale, che secondo Unimpresa avrebbero fatto registrare un aumento di 13 miliardi nel periodo settembre 2014 – settembre 2015.

Prestiti alle pubbliche amministrazioni

Il rapporto sul credito realizzato da Unimpresa si è basato sui dati resi disponibili dalla Banca d'Italia. Per quanto riguarda l'aumento registrato per i prestiti a Stato, Regioni, Province e Comuni, il merito è esclusivamente dei finanziamenti a medio termine (max 5 anni), mentre quelli e breve (max 1 anno) e lungo termine (oltre 5 anni) sono diminuiti.

Prestiti alle imprese e alle famiglie

Per quanto riguarda i prestiti alle imprese sono scesi sia i finanziamenti a breve termine che quelli a lungo termine. Solo i prestiti a medio termini hanno fatto registrare una lieve crescita, cosa che comunque non ha impedito al comparto di subire una contrazione complessiva di quasi il -2%.

Situazione analoga per i prestiti personali alle famiglie, calati di oltre 870 milioni di euro negli ultimi 12 mesi, mentre invece si è assistito ad una forte ripresa del credito al consumo, con +13 miliardi di erogato. Complessivamente il comparto dei prestiti alle famiglie è cresciuto negli ultimi 12 mesi di poco più di 12 miliardi di euro.

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Sofferenze bancarie

Come sempre, uno dei fattori responsabili della contrazione del credito sono le sofferenze bancarie, ovvero i finanziamenti non rimborsati. Negli ultimi 12 mesi si stima che le sofferenze siano cresciute di oltre 23 miliardi di euro, arrivando a quota 200 miliardi (+13%). Parliamo quindi di una crescita ad un ritmo impressionante, circa 2 miliardi al mese. Un problema, quello delle sofferenze bancarie, che "è stato sottovalutato in partenza, due o tre anni fa. – ha spiegato Paolo Longobardi, Presidente Unimpresa – Noi ne parliamo insistentemente e ora stanno arrivando allarmi anche dai regolatori e dalle autorità."