Il Nord-Est, da anni una delle zone italiane più redditizie dal punto di vista economico, ha fatto segnare 13 miliardi di debito pubblico, secondo i dati elaborati da Bankitalia per quanto riguarda l'analisi di giugno 2015. Certamente è risaputo che le richieste di prestiti sono in aumento in tutta la penisola, ma questo può bastare a produrre un dato così critico?

Prendiamo, ad esempio, la situazione del Veneto, regina delle regioni del Nord-Est: il dato consolidato del debito pubblico ha un valore di 5,1 miliardi di euro con 3,2 miliardi dovuti ai finanziamenti erogati da Istituzioni finanziarie monetarie (ad esempio la Cassa depositi e prestiti).

Debito pubblico: la panoramica sul Nord-Est

I debiti del Nord-Est sono di carattere regionale, provinciale e comunale, tutte le istitutizioni “contribuiscono” a formare il valore di 13 miliardi di debito pubblico, con il Veneto che aggiunge ai 3,2 miliardi sopraindicati, 630 milioni di titoli emessi in Italia e 1 miliardo di titoli emessi all'estero.


Non da meno il Friuli Venezia che, sempre secondo il dato di Bankitalia, fa registrare un debito pubblico di 2 miliardi, ripartito tra 42 milioni di buoni del tesoro e 580 milioni di titoli emessi all'estero.

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Debito pubblico e Pil: il Nord-Est è l'area più virtuosa

Come si connettono debito pubblico e Prodotto Interno Lordo? Il debito pubblico condiziona indubbiamente il Pil italiano, basti pensare che a fine 2014 la Nazione aveva un debito totale di 98,7 miliardi, il 6,1% del Pil.
Se si considera la somma dei debiti pubblici delle Regioni italiane e la si rapporta al Pil, il 34% del dato è “responsabilità” delle Regioni Autonome, mentre il Nord-Est,
nonostante i dati fin'ora riportati, è una delle aree virtuose: il rapporto debito/Pil è infatti del 3,7% contro il 5,3% del Nord-Ovest e il 7,1% di Centro e Sud Italia.

Facendo un accenno alla situazione del Veneto e del Friuli Venezia Giulia bisogna precisare che nel 2014 il debito consolidato ha penalizzato il Pil regionale per meno del 4% in Veneto, e in Friuli per meno del 6%. La soglia viene superata se si considerano gli elementi in consolidamento che fanno alzare il valore del debito (non consolidato) e anche la percentuale di influenza nel rapporto debito pubblico/Pil.