Il "rimborso pensioni" è scattato lunedì scorso e riguarderà oltre 4 milioni di anziani che potranno finalmente accedere alle risorse messe a disposizione dal "bonus Poletti", stanziato per far fronte alla mancata indicizzazione delle pensioni del biennio 2012 - 2013. Un'entrata extra che farà di certo comodo a tutti quei pensionati che fanno fatica ad arrivare alle fine del mese e ad affrontare imprevisti o spese extra. In casi del genere l'unica soluzione possibile per risolvere il problema è richiedere un finanziamento. Se anche voi siete pensionati e siete alla ricerca di una soluzione conveniente per accedere a della liquidità, vi consigliamo di iniziare la vostra ricerca confrontando i prestiti e le relative condizioni contrattuali offerte dalle banche o dagli istituti di credito analizzati.

A coloro che hanno invece hanno lavorato per degli Enti pubblici ricordiamo di informarsi sui prestiti Inpdap, l'Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell'Amministrazione Pubblica. Grazie alle risorse messe a disposizione dal Fondo credito, gestito adesso dall'Inps, tutti i pensionati e i lavoratori dipendenti della pubblica amministrazione potranno godere di particolari agevolazioni e accedere alla somma desiderata in tempi davvero molto rapidi.

Da leggere: Cessione del quinto: INPS aggiorna tassi di interesse e usura

Rimborso pensioni: tempi e modalità di erogazione

Il piano rimborso pensioni è partito lo scorso 3 agosto e prevede la restituzione parziale degli arretrati maturati in seguito alla mancata indicizzazione delle pensioni relative al biennio 2012-2013. La restituzione sarà automatica per tutte le pensioni vigenti, mentre nel caso di decesso dell'intestatario gli aventi diritto dovranno presentare un'apposita domanda. In questa prima fase il Governo metterà a disposizione dei pensionati solo 2.1 miliardi di euro, riuscendo così a rimborsare solo il 12.4% di quanto dovuto, scatenando così inevitabili reazioni da parte dei sindacati.

Il rimborso pensioni sarà quindi progressivo e varierà a seconda dei singoli casi, privilegiando coloro che percepiscono un assegno più basso. A nessuno verrà comunque erogato più del 40% dell'importo dovuto.

I criteri adottati prevedono:

- il 40% dei rimborsi per i trattamenti pensionistici superiori a tre volte il minimo Inps e sino a quattro volte il predetto trattamento,

- il 20% per i trattamenti pensionistici superiori a quattro volte il minimo Inps e sino a cinque volte il predetto trattamento,

- il 10% per i trattamenti pensionistici superiori a cinque volte il minimo Inps e sino a sei volte il predetto trattamento,

- nulla sarà invece restituito alle pensioni di importo elevato, ovvero oltre 6 volte il trattamento minimo.

Nuovi interventi sulle pensioni

L'origine del problema è da rintracciare nel Decreto Salva Italia, il provvedimento varato dal Governo Monti, che escludeva dalle procedure di rivalutazione per il biennio 2012-2013 tutte le pensioni. Si tratta di un meccanismo che legava l'importo delle pensioni all'andamento dell'inflazione e che adesso, alla luce delle nuove dinamiche del mercato, è stato necessario rivedere.

Questo intervento rappresenta in realtà solo il primo di una lunga serie di iniziative previste per i pensionati italiani. Infatti, oltre a numerosi eventi formativi e informativi, la Riforma delle pensioni 2015 prevede anche nuovi interventi sui prestiti ipotecari vitalizi e la cessione del quinto che hanno già portato all'elaborazione dei primi protocolli d'intesa tra i principali sindacati dei pensionati.