Prestiti alle imprese in aumento dell'11.2% rispetto ai dati registrati lo scorso anno. Il 2015 sembra quindi partire con il piede giusto e dare qualche speranza in più in merito ad una solida e duratura ripresa economica del Paese. Il mercato creditizio sembra tendere la mano non solo alle imprese ma anche alle famiglie italiane che tornano finalmente ad investire e a cercare delle risorse per realizzare tutti quei progetti messi da parte da troppo tempo. Per sostenere la vostra ricerca e suggerirvi soluzioni convenienti, noi di SuperMoney continueremo a confrontare i prestiti e a tenervi aggiornati su tutte le evoluzioni del mercato.

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Prestiti alle imprese: la crescita supera le attese

A fornire i numeri esatti della ripresa del mercato creditizio è l'ultimo report dell'Abi, l'Associazione bancaria italiana. Secondo i dati emersi dal recente studio, i prestiti alle imprese sarebbero cresciuti dell'11.2% rispetto ai dati dello scorso anno. La reazione positiva del mercato creditizio conferma quindi la validità degli ultimi interventi messi in atto dalle istituzioni e lascia sperare in una ripresa generale del mercato.

Nel periodo preso in esame dallo studio Abi si è registrata anche una forte crescita delle erogazioni di mutui per le famiglie, con un incremento del 55,2% rispetto al primo quadrimestre dell'anno scorso. In aumento anche le erogazioni per il credito al consumo, cresciute dell'11,6% nei soli primi quattro mesi dell'anno. Il totale dei prestiti alle imprese e alle famiglie che nel 2007, anno precedente all'inizio della crisi, ammontava a 1.279 miliardi, è adesso di 1.403 miliardi

La priorità è "rinnovare il progetto europeo"

Il 2015 potrebbe quindi essere l'anno della svolta e dare il via alla grande fase di ripresa del Paese, producendo effetti duraturi e stabili. Ma è proprio su questo punto che il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, interviene richiamando l'attenzione sul ruolo delle Istituzioni europee, colpevoli di aver introdotto norme troppo rigide e restrittive, e per questo in opposizione al processo di ripresa.

Secondo Patuelli l'atteggiamento mostrato delle istituzioni europee nel corso degli ultimi anni si allontana dai principi originari e aggiunge «questa Europa non ci piace, non è quella che abbiamo sognato e che vogliamo». La strategia europee sembra da un parte spingere per lo sviluppo, e dall'altra imporre misure che riducono la quantità di credito disponibile.

Per contrastare questa rigidità del sistema bisognerebbe quindi cercare di rinnovare il progetto europeo attraverso la creazione di un unico e comune quadro normativo. In questo caso l'approvazione di Testi unici europei, basati su identiche norme bancarie e finanziarie, potrebbero agevolare il processo ed evitare forti contraddizioni tra le situazioni di ogni singolo Stato.