Il prestito della Speranza è una soluzione di microcredito nata nel 2009 da un'iniziativa del CEI – Conferenza Episcopale Italiana – e in accordo con ABI – Associazione Bancaria Italiana. L'accesso al credito per le famiglie si è reso negli anni più complicato, gli istituti di credito hanno inasprito i criteri di concessione e i consumatori hanno fatto segnare un calo delle richieste. La possibilità di porre le varie soluzioni di prestito proposte dal mercato a confronto ha ampliato il ventaglio di alternative per i risparmiatori, ma una parte di essi versa in condizioni tali da non poter accedere ad alcun prodotto di finanziamento.

Il Prestito della Speranza: una Colletta nazionale per le famiglie

Vagliare il mercato dei crediti, informarsi su Findomestic e i suoi prodotti, quelli di Agos, di Compass, ecc., effettuare preventivi di finanziamento sono operazioni di routine per chi necessita di un apporto economico in più attraverso cui sostenere nuove prospettive di spesa. Operazioni che, tuttavia, non sono accessibili a chiunque. Il Prestito della Speranza è stato creato per le famiglie prive di reddito o in difficoltà economica e per imprenditori e artigiani che desiderano avviare una propria attività.

LEGGI ANCHE: Prestiti cambializzati: cosa sono e perché convengono?

Si tratta di un Fondo di Garanzia creato a partire dal 31 maggio 2009 e promosso dalla Chiesa Italiana attraverso una Colletta nazionale organizzata in tutte le chiese e le parrocchie italiane. A gestire le domande di finanziamento è la Caritas Diocesana, che si occupa di esaminare i requisiti del richiedente, offrendo anche assistenza alla famiglia mediante un'attività di tutoraggio che si sviluppa attraverso un minimo di 3 incontri nel corso dei 12 mesi successivi all'erogazione e che si concludono con la stesura di una specifica relazione, trasmessa poi alla banca.

A chi si rivolge

Il Prestito della Speranza si articola in due specifiche soluzioni rivolte, rispettivamente, a famiglie e a piccole aziende. Nel primo caso, è necessario che il nucleo richiedente si configuri come una "famiglia naturale" ai sensi dell'articolo 29 della Costituzione, ovvero che si tratti di una famiglia fondata sul matrimonio. È inoltre necessario che il richiedente sia anche il soggetto affidatario dei figli o che conviva con il coniuge in caso di affidamento congiunto.

Il credito sociale è la tipologia di finanziamento strutturata per le famiglie consistente in un micro-finanziamento dal valore massimo di 6.000 euro, erogato in rate bimestrali da 1000 euro per 12 mesi, e a cui sono applicati tassi d'interesse agevolati. Il prestito può essere rinnovato per un altro anno qualora permangano le condizioni di disagio economico. La restituzione avviene a partire da un anno successivo alla concessione e per i 5 anni successivi, attraverso rate mensili da 110,31 euro per 60 mensilità.

Il microcredito all'impresa è rivolto ad imprenditori e artigiani che scelgono di avviare un esercizio privato. È previsto un importo massimo di 25.000 euro, erogati attraverso rate bimestrali da 4.166 euro e non è rinnovabile al termine dei 12 mesi. Il piano di rimborso è pianificato nell'arco dei 5 anni successivi al termine dell'erogazione mediante 60 rate mensili da 503,58 euro.

Documentazione necessaria

Per fare richiesta del Prestito della Speranza è necessario presentare alla Caritas Diocesana:

- Una lettera di presentazione scritta dal parroco nella quale egli attesti le reali necessità di finanziamento della famiglia richiedente

- Un certificato d'identità in corso di validità e un CF sia del beneficiario e sia del coniuge

- Partita IVA e Bilancio finanziario annuale delle attività nel caso in cui la richiesta sia avanzata da un'azienda

- Stato di famiglia

- Certificato di matrimonio civile o religioso o, in caso di separazione, copia del verbale di udienza presidenziale

- Busta Paga, qualora il richiedente ne sia in possesso

- ISEE o CUD

- Situazione debitoria

- Situazione patrimoniale

I tempi di erogazione sono mediamente compresi fra i 30 e i 40 giorni.