Di questi tempi sono molti gli italiani che hanno avuto bisogno di un po' di liquidità extra per far fronte alle varie spese quotidiane. In questo senso, informarsi sui prestiti personali e i relativi vantaggi è senz'altro una mossa azzeccata. Rispetto a quelli finalizzati, i finanziamenti personali non presentano alcun vincolo sulla modalità di impiego della somma erogata dalla banca.

Dopo aver deciso di chiedere un prestito personale, un'altra accortezza che è bene adottare è quella di porre i prodotti Agos a confronto con quelli di Findomestic, Fiditalia e così via, in modo da individuare la banca o finanziaria che propone le condizioni più vantaggiose in base alle nostre esigenze.

Prestiti personali: perché le banche spesso li rifiutano?

Banche e finanziarie, però, applicano criteri piuttosto rigidi per le valutazioni preliminari alla concessione di un prestito personale. Si tratta infatti di prodotti che hanno un rischio di insolvenza abbastanza alto, poiché spesso vengono richiesti come ultima spiaggia da chi ha una situazione economica nella migliore delle ipotesi precaria.

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Va detto poi che molto spesso sono proprio i richiedenti a commettere errori che pregiudicano l'esito della pratica. Abbiamo quindi deciso di stilare una lista degli errori ricorrenti per capire come evitarli in futuro e aumentare così le nostre probabilità di ottenere un prestito personale.

Chiedere un prestito personale contemporaneamente a più banche

È assolutamente la cosa più sbagliata che possiamo fare. Anche se siamo convinti che presentare domanda di finanziamento a più banche e finanziarie possa aumentare le probabilità di ottenere una risposta positiva, questo non è affatto vero, anzi.

I vari istituti di credito sono infatti tutti collegati ad una stessa banca dati, per cui sanno perfettamente quante richieste uno stesso soggetto ha presentato e a chi. Nel momento in cui si accorgeranno che abbiamo presentato la nostra richiesta a più banche contemporaneamente è molto probabile che scelgano di rifiutarci il prestito.

Questo perché tale comportamento è indice di una situazione economica difficile, che fa quindi aumentare il rischio di insolvenza, rendendo l'erogazione del prestito poco vantaggiosa per la banca.

Riprovare troppo presto se la prima richiesta viene rifiutata

Indipendentemente dal motivo per cui viene rifiutata, la nuova richiesta di prestito non andrebbe mai presentata prima di 30-40 giorni dalla precedente. Questo è infatti il periodo medio durante il quale la nostra pratica rimane comunque visibile nelle banche dati.

Inutile quindi tentare anche con un altro istituto di credito, perché è molto probabile che la nostra richiesta verrà respinta d'ufficio. Meglio dunque essere pazienti e far passare un po' di tempo tra una richiesta e la successiva.

Non chiedere la liberatoria alla banca

Ogni volta che ci viene rifiutato un prestito personale dobbiamo ottenere dalla banca un documento chiamato liberatoria, che certifica che il nostro finanziamento non è più in stato di "richiesta", condizione che ci impedisce di provarci di nuovo, ma in stato "ritirata" o "respinta" (ritirata da noi o respinta dalla banca).

È importante quindi seguire questa procedura dopo ogni richiesta di prestito negata: se abbiamo presentato domanda a molti istituti e non li ricordiamo tutti, allora possiamo chiedere al CRIF la lista di richieste a nostro nome (documento che l'ente è obbligato a fornirci su richiesta).

Chiedere aiuto al garante sbagliato

Una delle garanzie più comuni che le banche richiedono prima di concedere un finanziamento ad un soggetto con scarsa capacità reddituale è la firma di un garante. Questi è sostanzialmente una persona che si impegna a pagare le rate al nostro posto qualora noi non ne fossimo più in grado.

Solitamente per questo compito si scelgono persone di fiducia, come amici e parenti. Perché la richiesta vada in porto è però necessario che il garante abbia una buona affidabilità creditizia, oltre che i mezzi per poter rimborsare il prestito.

Per questo motivo è sempre bene informarsi sulla storia creditizia del proprio garante, chiedendogli se è un soggetto protestato o se è mai stato segnalato come cattivo pagatore, se ha davvero i beni necessari alla copertura del debito e se ha già in corso altri finanziamenti.