Prestiti più accessibili e agevolazioni fiscali per le imprese gestite da immigrati. Il nuovo corso nel settore è stato delineato dal Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi davanti al Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen. La ripresa del settore finanziamenti e delle PMI del nostro territorio passa anche da una politica più propositiva in relazione al comparto dei finanziamenti. Il settore è tornato a crescere, la possibilità di porre i prestiti del settore a confronto sul web si lega a un maggior dinamismo da parte di imprenditoria e banche, ma restano ancora criticità che vanno risolte tramite decisioni ad ampio raggio.

Prestiti a immigrati per bloccare finanziamenti illeciti

Uno degli obiettivi posto dal Mise riguarda la possibilità di arginare quelle forme di finanziamento illecite che creano scompensi al tessuto economico e produttivo italiano, una piaga che danneggia tutte le Pmi di casa nostra con ripercussioni sull'intero contesto socio-economico. Oggi è possibile informarsi su Findomestic e i suoi prodotti così come su quelli di Agos, Fiditalia e degli altri istituti, le alternative sono molteplici. Ma la realtà delineata è differente e l'accesso ai prestiti è spesso difficoltoso.

Le problematiche legate all'impossibilità di ottenere un finanziamento alimentano forme illecite attraverso cui le Pmi trovano linfa, necessaria alla sopravvivenza ma capaci di intossicare l'intero mercato. Le imprese gestite da immigrati, d'altronde, rappresentano una componente sempre più rilevante, che cresce in modo significativo e che deve essere letta come un'opportunità, non come una minaccia. A patto, però, che vengano offerte condizioni favorevoli per uno sviluppo sano e costruttivo, con ricadute benefiche e immediate.

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Le attività gestite da immigrati rappresentano il 7% del totale

Basti considerare che, come ha sottolineato il Ministro, delle circa 6 milioni di imprese presenti sul territorio italiano, 400 mila sono gestite da cittadini immigrati nel Belpaese, pari a poco meno del 7% del totale. Una locomotiva che assorbe circa l'11% delle domande di prestiti totali. una realtà, dunque, sempre più significativa e che deve essere incanalata nei giusti binari.

Le linee operative

Il progetto del Mise prevede facilitazioni per l'accesso ai prestiti e agevolazioni fiscali, attraverso un aumento della liquidità destinata da parte delle banche a tali realtà. Parallelamente saranno intensificati i sistemi di controllo, per abbattere i canali di erogazione illeciti, ed altri sforzi saranno profusi per incentivare collaborazione e incontro fra le aziende autoctone e quelle gestite dagli immigrati, al fine di impedire che la concorrenza fra Pmi si giochi secondo la logica del ribasso, causando un'involuzione dei mercati.

Un'altra soluzione, ha sottolineato la Guidi, potrebbe consistere nella "estensione delle agevolazioni previste per le Start up - imprese innovative anche alle Nuove imprese di cittadini extra Ue, al fine di favorire la diffusione e la crescita di competenze e innovazione, non solo di processo e di prodotto, ma anche commerciale, finanziaria e organizzativa".