I prestiti concessi ai privati sono ancora in calo. La ripresa economica sembra tardare ancora nel settore creditizio. Le difficoltà delle famiglie italiane non sono quindi terminate e per adesso conviene mantenere un atteggiamento prudente e cercare di accumulare riserve finanziare, in attesa che cambi il vento. Le incertezze sul rispetto dei termini previsti dai piani di rientro e i tassi d'interesse ancora elevati, spingono molti italiani ad evitare di rivolgersi alle banche. Per coloro che invece non hanno alternative, l'unico modo per risparmiare è mettere i prestiti e le condizioni proposte delle banche ed istituti di credito a confronto, per individuare la formula più conveniente.

In questo ambito le proposte non mancano, gli interessati possono ad esempio informarsi su Findomestic, o su Agos e le altre opportunità offerte dal mercato, individuando così la soluzione più adatta alle proprie esigenze e in grado di garantire buone prospettive di risparmio.

Prestiti in flessione

Secondo i dati diffusi da Bankitalia, il settore creditizio italiano starebbe ancora vivendo una fase di crisi. Gli indicatori non lasciano dubbi. Nel mese di dicembre i prestiti ai privati sono calati nell'1,6%, confermando la tendenza registrata nel mese di novembre. Simile la situazione per le sofferenze, ovvero per i crediti di difficile esigibilità. Nonostante un lieve rallentamento pari al 15,2%, continuano ancora a crescere.

A tenersi ben lontano dai prestiti sono soprattutto le famiglie, con un calo delle richieste dello 0,5% registrato nel corso dell'ultimo anno. Una tendenza che ha colpito non solo le banche, ma anche le società non finanziarie. Lo scorso anno si è infatti concluso anche per loro in negativo, con un calo pari al - 2,3% . Le incertezze sulla possibilità di rispettare le scadenze delle rete, la paura di poter perdere improvvisamente il lavoro e gli elevati tassi d'interesse, sarebbero le principali motivazioni che spingono gli italiani ad evitare ogni forma di finanziamento.

Raccolta obbligazionaria

La crisi sembra perdurare anche su altri versanti. La raccolta obbligazionaria, intesa come strumento finanziario mirato a migliorare la raccolta delle banche italiane in termini di riduzione di costi e allungamento delle scadenze, è diminuita del 17,3% nel corso degli ultimi dodici mesi. Nel solo mese di dicembre, il tasso di crescita dei depositi del settore privato ha toccato il 3,9%.

Tassi d'interesse

Anche i tassi d'interesse sembrano non manifestare delle significative variazioni. Secondo i dati diffusi da Bankitalia, i tassi comprensivi delle spese accessorie applicati sui finanziamenti erogati alle famiglie per l'acquisto di abitazioni, sono stati registrati valori pari al 3,09%; quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo, hanno invece riportato valori attorno all'8,06%. I tassi d'interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie di importo fino a 1 milione di euro sono risultati pari al 3,31%; quelli sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia al 2,15%. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,73%.