A novembre si è interrotto un trend che resisteva, implacabile, da 30 mesi: la domanda di prestiti è tornata in positivo. Ma la situazione nel settore è ancora tutta da valutare, in attesa di scoprire se si sia trattato solo di un caso o se, effettivamente, il vento sta cambiando. In questi due anni e mezzo gli italiani, per ovviare alle difficoltà del momento, hanno scoperto le potenzialità del web, utilizzato per informarsi sui finanziamenti del mercato e per carpire nozioni utili ad approcciarsi con più serenità a un settore spesso criptico.

La possibilità di porre i tassi Findomestic a confronto con quelli di Agos, IBL e quelli di tutti gli altri istituti ha supportato i consumatori in questi periodi infausti, ed ora, come fa sapere Abi attraverso il proprio rapporto Afo (Abi Financial Outlook), ci accingiamo ad entrare in una nuova fase, che dovrebbe sorridere ai consumatori per tutto il prossimo biennio.

La crescita stimata del pil nel 2015 e nel 2016 rispettivamente dello 0,6% e dell'1,1%, dovrebbe spingere in alto anche il settore dei prestiti, con gli italiani che torneranno a investire e a bussare con maggior convinzione alle porte dei vari istituti. Sempre secondo il rapporto Afo, infatti, si stima una crescita del settore prestiti dello 0,6% nel 2015 e dell'1,9% l'anno successivo.

Di contro, però, non si registreranno forti miglioramenti per ciò che concerne la redditività bancaria. Il ROE (Return on Common Equity) stimato intorno all'1,1% per l'anno che si accinge a incominciare e all'1,7% nel 2016. L'utile aggregato del sistema dovrebbe raggiungere i 4,4 miliardi di euro, sempre che i dati del rapporto Afo trovino riscontro nei fatti.