Visto che su tutti i canali e su tutte le testate si parla di crisi economica, perché tutti sono in difficoltà eccetera eccetera, oggi vogliamo essere propositivi, e pensare al fatto che se ci si trova nella situazione di dover chiedere un prestito il motivo può essere legato ad un investimento per migliorare la situazione di business di un'impresa, e non necessariamente ad un aiuto per evitare di toccare il fondo. In qualsiasi caso, però, è utile mettere i prestiti dei migliori istituti di credito a confronto, in modo da trovare quello che permetta alla propria azienda di perseguire (e raggiungere) il suo obiettivo.

E per farlo nella maniera più accurata e attenta possibile ci si può anche informare sui prodotti Agos, Findomestic, Fiditalia e IBL Banca, per capire qual è quello che propone i tassi più vantaggiosi. E si parla ancora di vantaggi quando si sente parlare di prestiti agevolati per le start up innovative. E' la novità del 13 novembre, data in cui sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il decreto del 24 settembre 2014 secondo il quale il Ministero per lo Sviluppo Economico ha stabilito di mettere in chiaro gli interventi di sostegno alla nascita e sviluppo di nuove aziende su tutto il territorio italiano.

I prestiti agevolati per le start up innovative prevedono la possibilità ad ognuna di poter ottenere fino a 1 milione e 500mila euro di finanziamenti, a patto che la nuova azienda sia di piccole dimensioni, che si sia iscritta al registro delle imprese da non più di 48 mesi e la cui sede legale e operativa sia sul territorio italiano. Le nuove aziende, che, come specifica il decreto 264, devono essere innovative, potranno beneficiare del finanziamento fino al 2020.

Per poter effettivamente avere accesso al bonus di 1,5 milioni una start up deve essere regolarmente iscritta e costituita nella sezione speciale prevista dal registro delle imprese, non essere in liquidazione né sottoposta a procedura fallimentare o avere restituito eventuali agevolazioni per le quali il Ministero dello Sviluppo Economico ha previsto un ordine di recupero. L'impresa che vuole usufruire del finanziamento non dovrà nemmeno appartenere a quel gruppo di imprese che sono in difficoltà e che hanno ricevuto ma poi non rimborsato gli aiuti europei.

Dei criteri di esclusione menzionati finora fanno parte anche le start up che operano nei settori agricolo, carboniero e di import/export. Per poter beneficiare del finanziamento si dovrà dimostrare che il proprio piano di impresto sia volto allo sviluppo di prodotti e servizi per il mercato economico digitale e alla valorizzazione del sistema di ricerca pubblica e privata. Al lavoro!