Sono anni ormai che la situazione economica del nostro Paese è statica e non consente né alle famiglie né alle imprese di potersi gestire in piena autonomia.

Il fatto che la liquidità che circola fra le mani degli italiani è sempre meno consistente è stato ribadito ormai molte volte, motivo per cui l'unico modo per poter ottenere nell'immediato il denaro utile al proprio sostentamento o alla realizzazione dei propri progetti consiste nell'informarsi sui prestiti online presenti sul mercato per poter scegliere l'alternativa più adatta alle proprie esigenze.

Che si tratti di confrontare i prodotti Findomestic, Compass o di altri istituti per provvedere al sostentamento della propria famiglia, o ci si metta di impegno per cercare il finanziamento in grado di risollevare le sorti della propria azienda, l'esito purtroppo è il medesimo: i prestiti a famiglie e imprese sono intrappolati in un circolo vizioso che preclude aperture di credito.

I prestiti bancari infatti hanno toccato il minimo storico di circa 2 miliardi di euro al mese e i finanziamenti aziendali sono in continua diminuzione da oltre 10 anni.

A giustificare tale situazione, secondo i dati della Banca d'Italia, è anche la condizione di estrema difficoltà vissuta dagli istituti di credito, sui quali pesano 174 miliardi di euro di crediti in sofferenza, oggetto di un incremento del 62% rispetto a tre anni fa.

La scarsità di finanziamenti erogati e la diffusa condizione di precarietà ha portato la BCE ad immettere nuova liquidità nel sistema, consentendo al Presidente Draghi di cercare di stimolare e riattivare la crescita economica, alleggerendo il peso che grava sulle banche grazie all'acquisto di "asset tossici" responsabili del peggioramento della situazione creditizia italiana.

Senza il peso del debito, ha commentato Riccardo Serrini, CEO di Prelios Credit Servicing SpA, è infatti possibile lavorare su un rilancio dell'economia.

Contrariamente agli istituti di credito come quelli spagnoli o inglesi, le banche italiane stanno tenendo testa alle difficoltà e dimostrano di non voler scaricare le sofferenze bancarie e liberare i loro bilanci.

A partire dal 2011, infatti, alle istituzioni italiane sono stati venduti circa 11 miliardi di prestiti per 189 miliardi di euro per tutti i creditori europei.

Il tentativo di resistere alle intemperie del settore è lodevole, a patto però che non sia la nostra economia a continuare a risentirne.

Nel momento in cui si avvertirà anche solo l'inizio di una ripresa tangibile dal punto di vista del credito, allora si potrà parlare di una reazione capace di dare i suoi frutti e che vedrà finalmente famiglie e imprese ottenere la liquidità necessaria.