In Italia si parla tanto di disoccupazione giovanile, ma spesso ci si dimentica che i problemi economici toccano anche gli studenti. Sono in molti infatti i giovani che tentano di trovare un prestito vantaggioso per iniziare o semplicemente portare avanti gli studi universitari.

Mettere i prodotti di Compass a confronto con quelli di Findomestic aiuta a trovare un finanziamento utile agli studenti che non hanno una famiglia alle spalle che può permettersi questo investimento, anche se esistono degli incentivi per particolari situazioni di difficoltà, come i cosiddetti prestiti d'onore.

Oltre alle borse di studio, infatti, gli studenti possono accedere a particolari convenzioni stipulate dagli Atenei con gli istituti di credito, per ottenere dei prestiti che poi potranno essere rimborsati al termine del periodo di studi. Questa formula è la principale fonte di credito per affrontare gli studi universitari laddove le spese di iscrizione sono molto alte, come ad esempio negli Stati Uniti.

Il debito studentesco americano, però, secondo le ultime stime della Federal Reserve di New York, ha raggiunto una cifra record di 1.110 miliardi di dollari, ovvero 125 miliardi in più dello scorso anno, di cui 31 miliardi solo nell'ultimo trimestre.

Una cifra da capogiro che fa tremare le finanze degli Stati Uniti, poiché è un incremento in percentuale di +361 punti rispetto al 2003 e che ha ovvie ripercussioni nel mercato dei crediti al consumo. Di conseguenza, questo aumento nella richiesta di prestiti agli studenti ha portato a un aumento nelle costo delle iscrizioni.

Per far fronte alla retta e alla vita universitaria, un terzo degli studenti americani si fa carico di un prestito di oltre 20 milioni di dollari, sperando di trovare un lavoro al termine del proprio percorso di formazione per restituire il finanziamento.

E se oggi in USA i disoccupati sono 9,75 milioni e oltre 92 milioni i non lavoratori, non sorprende che i prestiti agli studenti facciano registrare un'insolvenza dell'11%, che sale a 20 punti se escludiamo dal calcolo le speciali "grazie" che le banche possono concedere ai debitori, come succede anche in Italia.

Una situazione fuori controllo che ha convinto Obama a scaricare sui contribuenti una parte del debito pubblico e di approvare una manovra che permetta di rifinanziare i vecchi debiti a tassi agevolati.