Quando si ha bisogno di ricorrere al credito sono tanti i fattori da tenere in considerazione per risparmiare sulla rata del rimborso. Si può infatti scegliere tra una vasta gamma di tipologie per trovare il prestito più vantaggioso in base alle proprie esigenze.

Confrontando i prodotti di Compass con quelli di Findomestic o di altri istituti di credito è poi possibile scegliere il tasso di interesse migliore, le condizioni contrattuali più convenienti e così via. Ma cosa succede quando non si rimborsa un finanziamento?

Succede che in caso di insolvenza si mette in moto la macchina del recupero crediti, che rappresenta una fetta importante nell'economia del Paese. Secondo il IV Rapporto dell'Unirec, l'Unione Nazionale delle imprese a tutela del credito, il recupero crediti sta vivendo un momento di grave difficoltà.

Stando ai dati dell'indagine, rispetto al 2007 l'ammontare di rate dei prestiti e altri tipi di finanziamenti e bollette non pagate è addirittura triplicato. Nel 2013, infatti, il livello dei debiti ha raggiunto una somma di quasi 49 miliardi di euro, ovvero il 13% in più rispetto al 2012.

Le agenzie di recupero crediti lo scorso anno hanno aperto 39 milioni di pratiche, ma il 60% di esse non è andata a buon fine. Nei restanti 4 casi su 10 si è riuscito a recuperare solo 9,5 miliardi di euro, ovvero circa il 20% dei 49 miliardi di debiti.

Secondo Gianni Amprino, Presidente di Unirec, "questi dati sono il segnale concreto della spirale negativa che ha travolto il nostro Paese". Le pratiche del recupero crediti hanno interessato soprattutto le famiglie (l'86% dei casi), le più colpite dalla difficoltà di gestire il bilancio familiare tra mutui, prestiti e bollette.

Il debito medio delle famiglie si aggira intorno ai mille 196 euro, mentre le imprese hanno in media mille 568 euro da saldare. I debiti provengono soprattutto da bollette insolute per luce, acqua, gas e telefono (37% delle pratiche), mentre predominante è l'impegno delle società di recupero verso i finanziamenti: il 60% delle pratiche riguarda infatti rate non pagate di prestiti, mutui, conti scoperti, carte revolving e così via.

Per quanto riguarda la geografia dei cattivi pagatori, al primo posto risulta la Calabria (37% di pratiche andate a buon fine) seguita dalla Campania (38%). Situazione più positiva al Nord, dove in Friuli Venezia Giulia e in Trentino Alto Adige si riesce a recuperare la metà dei crediti.