Nonostante i timidi segnali di ripresa che si erano visti sul fronte della domanda e delle erogazioni di prestiti e mutui, secondo i dati pubblicati dalla Bce, in Europa calano del 2,2% i prestiti a famiglie e imprese a marzo 2014, rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Trovare un prestito resta comunque un miracolo per molti consumatori e aziende in difficoltà che sono costretti, per affrontare spese straordinarie, a ricorrere a garanti, effettuare la cessione del quinto oppure a scorrere le offerte online nella speranza di scovare un'opportunità conveniente.

La stessa riduzione sui prestiti a famiglie e imprese, sempre intorno al 2%, era stata registrata anche tra gennaio e febbraio. Al contrario i tassi restano elevati, soprattutto per quello che riguarda i prestiti; mettendo le offerte di Agos a confronto con quelle, ad esempio, di Findomestic o Compass si possono trovare offerte vantaggiose, ma la era difficoltà si incontra quando ci si reca in banca per la richiesta. Continua quindi la stretta del credito, per le famiglie ma anche per le imprese che potrebbero invece utilizzare il denaro per appianare i debiti e magari costruire nuove possibilità di crescita.

Altro dato proveniente dalla Bce riguarda la massa monetaria M3 che, invece, risulta cresciuta dell'1,1% su base annuale, in rallentamento rispetto all'espansione dell'1,3% segnata a febbraio, secondo i dati che risultano anche all'AGI (Associazione Giornalistica Italiana). Oltretutto il dato risulta anche ben al di sotto del +1,4% atteso dagli analisti sempre su base annuale. Ma se prestiti e mutui riguardano direttamenete famigli e imprese, cosa intendiamo per massa monetaria M3? Il fatto che sia in crescita ha un'influenza sulla quotidianità dei cittadini dell'UE?

In economia gli aggregati monetari sono grandezze che esprimono la quantità complessiva, esistente in un determinato momento nel sistema economico, nel nostro caso il territorio dei Paesi membri dell'Unione Europea, di moneta e di attività finanziarie che, per il loro grado di liquidità, possono svolgere le stesse funzioni della moneta. La componente citata, la M3, comprendendo altre due aggregazioni (M1 e M2) riguarda le banconote e monete in circolazione e le altre attività finanziarie che possono fungere da mezzo di pagamento.

Inoltre a questo si sommano anche tutte le altre attività finanziarie che, come la moneta, hanno elevata liquidità e valore certo in qualsiasi momento futuro, ovvero i depositi bancari, postali, ecc. A questo infine si aggiungono le attività finanziarie rimaste che possono fungere da riserva di valore come accade per la moneta: si tratta essenzialmente delle obbligazioni e dei titoli di stato con scadenza a breve termine.

In generale, infine, possiamo dire che un calo della crescita della massa monetaria, tendenzialmente, sta a indicare una minore crescita inferiore della liquidità e, quindi, un potenziale impatto negativo sui prezzi. Parallelamente, esso è anche indice di una crescita più debole dell'economia generale.