Installare un impianto fotovoltaico, isolare termicamente la propria casa, acquistare nuovi elettrodomestici a maggiore efficienza energetica o una caldaia a condensazione: sono solo alcuni degli interventi green che si possono attuare nella propria casa, ma per poterli realizzare è necessario, nella grande maggioranza dei casi, trovare un prestito vantaggioso che permetta di ottenere la liquidità necessaria.

È quindi evidente che si si vuole affrontare il tema delle innovazioni nel settore energetico non si possono non citare banche e finanziarie, impegnate a diverso titolo nel sostenere queste nuove tecnologie. Che si tratti semplicemente di capire qual è il finanziamento più conveniente per un determinato tipo di intervento oppure si voglia analizzare la politica ambientale di un istituto di credito, quindi, è evidente l'importanza del ramo bancario in queste tematiche.

Proprio per questo la presenza di Romano Stasi, rappresentante di AbiLab, allo Smart Grid Forum è stata fondamentale per capire l'approccio delle banche e delle finanziarie all'innovazione tecnologica nel campo delle smart grid e, più in generale delle smart cities.

AbiLab, nella sua ricerca sull'energia, si propone tre filoni di indagine: in primo luogo la green banking, che vuol dire intendere la banca non solo come istituto finanziatore, ma anche come soggetto attivamente coinvolto nell'ottimizzazione dei consumi e nel rendere gli edifici che la ospitano più sicuri, intelligenti ed ecosostenibili.

Strettamente legato a questo filone di indagine è quello sui mercati dell'energia, ossia un'analisi e una selezione dei migliori contratti di fornitura di gas e elettricità. Infine, e veniamo al tema che più si avvicina a quello trattato nel convegno, il terzo filone di ricerca è quello sulle energie rinnovabili e gli impianti di produzione.

Secondo AbiLab, infatti, la green economy può essere aiutata da uno sviluppo della domanda, da stimolare con incentivi all'autoconsumo, smart grid ed efficienza energetica, e da uno sviluppo dell'offerta, che deve far leva sulle nuove tecnologie sulla bancabilità degli investimenti necessari a svilupparle.

Per quanto riguarda l'autoconsumo, è proprio grazie ai nuovi meccanismi di incentivazione delle fonti rinnovabili che è stato possibile modificare la struttura della domanda, che per l'appunto si sta evolvendo sempre di più verso logiche di autoconsumo, testimoniate dalla crescita della diffusione di impianti di piccola e media taglia.

La diffusione di nuove forme di produzione e consumo dell'energia è però causa di nuove complessità nel bilanciamento della rete elettrica. Inoltre la disomogeneità a livello territoriale degli impianti implica la necessità di gestire con maggiori spese gli eventuali squilibri e congestioni della rete.

La soluzione per ovviare a questi problemi è senza ombra di dubbio la smart grid, che permette la gestione locale e ottimizzata dalla domanda e dell'offerta, l'utilizzo di nuove tecnologie e sistemi di accumulo e la perfetta integrazione dei diversi attori che ormai operano attivamente sulla rete.

Veniamo ora alle banche intese come soggetti finanziatori: il concetto di bancabilità in questo senso è fondamentale. Per bancabilità si intende il ritorno economico di un investimento: per capire se è opportuno investire o meno su un determinata tecnologia, infatti, le banche si basano principalmente su fattori come la stabilità del soggetto richiedente, il quadro normativo che regola questo settore, l'iter necessario per la realizzazione dell'impianto e infine il rendimento dell'energia green.

In particolare, l'instabilità del nostro quadro normativo è uno dei principali ostacoli agli investimenti nel settore green ed influisce pesantemente sulla decisione di concedere o meno un finanziamento. Sarebbe infatti opportuno stabilizzare la regolamentazione relativa agli incentivi, che costituiscono un ottimo volano per gli investimenti green.

Un'ulteriore difficoltà è rappresentata dal quantificare il ritorno degli investimenti e dall'incertezza della continuità del risparmio energetico.

Attualmente gli istituti di credito concedono principalmente finanziamenti finalizzati alla riqualificazione energetica degli immobili, ma è necessario prevedere un aumento delle erogazioni per lo sviluppo e la diffusione delle nuove tecnologie.

Affinché lo sforzo nei confronti dell'energia green da parte delle banche non sia vano, però, è necessario modellare gli investimenti sui consumatori e sulle loro esigenze. Soprattutto, è necessario calarsi nei panni dei consumatori e capire quali sono le leve che realmente potrebbero spingerli ad investimenti così importanti: ad esempio, uno degli ostacoli più grandi è costituito dall'entità dell'investimento iniziale, ma anche di tempi per il ritorno economico molto lunghi, spesso superiori a 5 anni.

Queste, insieme ad un quadro normativo più stabile e a un più organico sistema di incentivi, sono probabilmente tra le chiavi per un pieno sviluppo della green economy.