Non si sente parlare d'altro che di "credit crunch", ovvero di stretta del credito. Si tratta semplicemente di quando le banche decidono di chiudere i rubinetti del credito impedendo di fatto a famiglie e imprese di ottenere liquidità. In questo momento economico, quindi, avere dei prestiti convenienti o richiedere la cessione del quinto risulta difficile e le molte offerte delle banche hanno tassi che sfiorano l'usura. In ogni caso, è sempre opportuno valutare attentamente le condizioni del prestito prima di firmare di contratto, in modo da evitare spiacevoli sorprese e tassi di interesse inaspettatamente alti.

Sul web, se vogliamo cercare un finanziamento vantaggioso, avremo la possibilità di trovare alcune interessanti promozioni o offerte valide solo se attivate su internet. Per chi è in difficoltà nel trovare un tasso di interesse sopportabile, inoltre, utilizzare un comparatore gratuito di prestiti online può essere d'aiuto nella prima scrematura dell'offerta.

Tuttavia se i prestiti ai privati rallentano, frena anche la raccolta sui depositi bancari, mentre le sofferenze delle banche, ovvero i crediti che gli istituti non riescono a recuperare, restano ferme. Questo è quanto emerge dalle rilevazioni mensili di Bankitalia.

A febbraio, sempre secondo i dati di Bankitalia, il tasso di crescita sui dodici mesi dei depositi bancari del settore privato è stato pari all'1,8% rispetto al 2,7% di gennaio. La raccolta derivante dalle obbligazioni, invece, incluse quelle possedute dal sistema bancario, è diminuita del 9,2% in dodici mesi (con un picco massimo di meno 9,3% a gennaio).

Anche le sofferenze bancarie non accennano a diminuire, come si legge nel comunicato ufficiale uscito da via Nazionale: «il tasso di crescita sui dodici mesi - senza correzione per le cartolarizzazioni, ma tenendo conto delle discontinuità statistiche - è risultato pari al 24,3% (24,5% a gennaio). I tassi d'interesse, comprensivi delle spese accessorie, sui finanziamenti erogati nel mese alle famiglie per l'acquisto di abitazioni sono stati pari al 3,73% (3,8% nel mese precedente); quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo al 9,6% (9,46% a gennaio)».

«I tassi d'interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie di importo fino a 1 milione di euro - si legge nella nota di Bankitalia - sono risultati pari al 4,4%, come nel mese precedente; quelli sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia al 2,79% (2,8% a gennaio). I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,94%».

«I prestiti al settore privato - prosegue infine il comunicato di Bankitalia - corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari hanno registrato una contrazione su base annua del 3,6% (-3,5% a gennaio). I prestiti alle famiglie sono scesi dell'1,2% sui dodici mesi, come nel mese precedente; quelli alle società non finanziarie sono diminuiti, sempre su base annua, del 5,1% (-4,9% a gennaio)».