La richiesta di prestiti da parte delle famiglie e delle piccole e medie imprese non si arresta, come non si arresta la difficoltà di restituirli e la conseguente sofferenza bancaria. Scegliere il prestito migliore vuol dire stare attenti al valore dei tassi di interesse sui prestiti che vengono applicati dalla banca sulla restituzione del credito.

È bene fare attenzione perché da quando la Bce (Banca centrale Europea) ha deciso per l'abbassamento del costo del denaro allo 0,25%, i tassi di interesse sono aumentati esponenzialmente. Tuttavia, trovare un finanziamento economico è ancora possibile se lo si sceglie con criterio, magari confrontando le offerte nel dettaglio.

A dimostrarlo è una ricerca del Centro Studi Unimpresa, basata sui dati del Ministero dell'Economia e delle Finanze sui valori delle soglie di usura dei tassi di interesse: dalla ricerca si è evince che per uno scoperto del conto corrente i tassi superano il 24% e per gli sconti commerciali sulle fatture si arriva a superare anche il 15%.

Si si analizza ogni singolo comparto, da quello aziendale a quello commerciale, dalle carte di credito a i conti correnti, dai prestiti sulle auto a quelli chiesti dalle famiglie, si vede come l'aumento dei tassi sia un vero e proprio trend tanto da essere a rischio di usura.

Se si pensa, per esempio, che la soglia di usura per la cessione del credito è del 13,29% (su 50 mila euro) e il tasso medio registrato è stato del 7,43% la situazione appare evidente. E questa vicinanza tra le medie percentuali e le soglie di usura sono rintracciabili in tutti gli alti casi sopra citati.

Per chi apre un conto corrente, invece, il tasso medio è stato registrato all'11,48% (per somme fino a 5 mila euro) e al 10,06% (per somme oltre i 5 mila euro): qui, le soglie d'usura sono fissate rispettivamente al 18,35% E AL 16,58%. Sulle scoperture fino a 1500 euro il tasso medio è al 16,25%, oltre i 1500 euro è al 15,01%: qui, infatti, la soglia d'usura è al 24,25% nel primo caso e al 22,76% nel secondo caso.

Per i prestiti alle famiglie, invece, quelli concessi con cessione del quinto prevedono tassi al 12,08% (fino a 5 mila euro) e all'11,50% per quelli oltre con una sogli di usura al 19,10% e al 18,38%. Il credito al consumo, invece, è concesso con tassi al 12,05% (fino a 5 mila euro) e al 9,78% per cifre più alte. Qui il limite di usura è fissato nel primo caso al 19,06% e nel secondo caso al 16,23%.

L'effetto dell'abbassamento del costo del denaro è commentato dallo stesso presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, "Il drastico taglio del costo del denaro allo 0,25%, confermato dalla Banca centrale europea, non ha effetti positivi allo sportello: famiglie e imprese continuano a ottenere finanziamenti, sempre meno, a prestiti e condizioni insostenibili: l'inasprimento dei tassi, peraltro, è una tattica praticata dalle banche anche per ridurre la stessa domanda di crediti".

"I banchieri - aggiunge il presidente- puntano il dito contro le imprese e dicono che il credito è in calo perché il cavallo non beve: ma il problema è che spesso l'acqua offerta è avvelenata…".