La crisi economica continua a farsi sentire e sono sempre di più le famiglie in difficoltà che per poter arrivare alla fine del mese si rivolgono alle banche per trovare il prestito più conveniente: solo così, infatti, possono fare fronte alle tante spese mensili.

Scegliere un prodotto di Compass o uno di Findomestic, infatti, è significativo quando permette ai consumatori di poter ottenere un prestito a condizioni vantaggiose e poterlo restituire senza troppe difficoltà.

La situazione che si prospetta in Italia, quindi, è più che negativa e a dimostrarlo è una ricerca dell'Osservatorio sulla vulnerabilità economica delle famiglie italiane, che è stata realizzata dall'Università di Milano in occasione del Forum ANIA-Consumatori, e che è stata resa nota nel volume cartaceo "La famiglia al tempo della crisi, tra vulnerabilità economica e nuove forme di tutela".

Pare infatti che la vulnerabilità economica delle famiglie italiane sia aumentata e non solo questa: il 94,5% delle famiglie infatti, si trova in una situazione economica molto difficile e il 10% arriva alla fine del mese grazie ai prestiti chiesti alle finanziarie.

Nello specifico, la vulnerabilità economica è aumentata del 17% passando da un valore medio di 2,70% del 2010 ad un 3,16% del 2013.

Secondo la ricerca, le famiglie che hanno un valore di vulnerabilità inferiore ad 1 sono quelle che a fine mese riescono ad arrivare con le loro forze e a far quadrare il bilancio familiare: peccato, però, che queste sono solo il 5,5% della popolazione italiana.

Il 10% della popolazione, invece, ha un indice di vulnerabilità superiore a 7,5 e si tratta di famiglie che versano in gravi condizioni economiche.

Il disagio economico, quindi, aumenta molto velocemente e la ricerca mostra come le famiglie che per chiudere il mese toccano i risparmi sono aumentate dal 15% al 21%, mentre quelle che chiedono un prestito alle banche sono aumentate dal 6% all'8%.

Arriva al 26% poi, la percentuale delle famiglie che non riesce ad affrontare spese impreviste dell'ordine di 700 euro: questo insieme al 34,4% delle persone che rinunciano alle cure mediche specialistiche per motivi economici.

Le fasce della popolazione più esposte a questo disagio sono quelle inferiori ai 30 anni e superiori ai 65; la percentuale di capofamiglia che hanno perso il lavoro sono ancora alte e nella maggior parte dei casi lamentano la riduzione progressiva delle ore di lavoro.

Come ha affermato lo stesso presidente del Forum ANIA-Consumatori, Silvano Andriani, "Non ci sono più dubbi: la capacità degli italiani di proteggere il proprio tenore di vita è in flessione e sarà in futuro ancora minore. La crisi economico-finanziaria e i suoi riflessi negativi sull'occupazione hanno ampiamente contribuito ad accrescere la vulnerabilità e a portare a un impoverimento materiale di ampie fasce di cittadinanza."

E continua:" Dalle esperienze analizzate dall'Osservatorio risposte significative possono essere trovate a livello territoriale: una dimensione in cui intraprendenza e creatività caratterizzano tanto i soggetti pubblici quanto quelli non pubblici, che insieme forniscono soluzioni in grado di affrontare e arginare il rischio vulnerabilità".