Prestiti cattivi pagatori - Oggigiorno si sente parlare con sempre maggiore frequenza dei prestiti concessi ai cattivi pagatori. Ma chi è che viene riconosciuto come cattivo pagatore e, di conseguenza, vede inserito il proprio nominativo in una sorta di "black list"? La regola generale è che un soggetto viene inserito nella lista dei cattivi pagatori laddove egli non abbia provveduto a pagare due o più rate di un precedente prestito. E ciò avviene in ogni caso, anche quando alla base del mancato pagamento della rata ci sono motivi che oggettivamente hanno impedito al soggetto di adempiere al proprio dovere come ad esempio nei casi di perdita del lavoro o di contingenze drammatiche. Ne consegue che, data anche le oggettive difficoltà del Paese, non è poi così difficile rientrare nella categoria dei cattivi pagatori ed aver dunque difficoltà a rivolgersi ad un altro istituto di credito per chiedere un nuovo prestito. Pertanto, laddove si venga riconosciuti come cattivi pagatori ci sono due possibili alternative che un soggetto può intraprendere:

  • regolarizzare la propria posizione con l'istituto di credito con il quale si era contratto il precedente prestito ed ottenere, di conseguenza, la cancellazione dalla centrale rischi
  • ottenere un prestito destinato proprio ai cattivi pagatori.

Tale tipologia di prestiti, possono essere richiesti esclusivamente ai lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato e possono riguardare:

  • la cessione del quinto: sostanzialmente sarà applicata una trattenuta del 20% sullo stipendio del soggetto richiedente
  • il prestito delega: in tal caso la rata verrà rimborsata con un'ulteriore trattenuta del 20% sullo stipendio, arrivando pertanto al 40% sul totale della retribuzione.

Per quanto concerna la durata, questa non eccederà in nessun casi i 10 anni.

Naturalmente per quel che riguarda i lavoratori autonomi, ci saranno molte più difficoltà ad accedere alle suddette linee di credito.