La crisi che attanaglia l'Unione Europa, ormai da anni, non accenna ad allentare la propria morsa sui privati cittadini europei e, di conseguenza, sulle piccole e medie imprese: quest'ultime faticano non poco per avere accesso al credito statale per via anche degli stretti vincoli imposti dall'Europa.

E proprio dall'Antitrust europeo arriva una decisione che porterà nuova linfa nelle casse di piccole e medie imprese: le regole per accedere agli aiuti di Stato cambieranno dal prossimo 1 luglio, puntando su una maggiore flessibilità nei confronti proprio delle PMI e delle imprese innovative. Queste nuove linee guida hanno come obiettivo il rilancio dell'economia e dell'occupazione, temi particolarmente sentiti dall'Italia.

Ma come cambiano le regole? Come si legge sul portale della Confederazione Generale Italiana dell'Artigianato di Mestre, non sarà più necessario il vaglio dell'Europa sui prestiti dello Stato fino a 15 milioni di euro destinati alle cosiddette aziende 'midcap', cioè quelle che contano fino a 499 addetti, e alle PMI innovative (fino a 1500 addetti e costi per l'innovazione pari almeno al 10% di quelli operativi). In precedenza, il tetto per questo tipo di prestiti era fermo a 1.5 milioni di euro all'anno per azienda.

Una flessibilità e un innalzamento del tetto massimo che si sono resi necessari poiché le banche hanno praticamente interrotto l'erogazione dei prestiti per le imprese, che, senza finanziamenti, rischiano davvero l'estinzione. Una ventata d'aria fresca, dunque, in arrivo a luglio per le PMI.