Bonus Bebè 2014 e INPS 2013: agevolazioni a confronto

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Il bonus bebè 2014 si basa sull'erogazione di prestiti agevolati, il bonus INPS 2013 su voucher

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 Bonus Bebè 2014 e INPS 2013: il confronto Bonus Bebè 2014 e INPS 2013: il confronto

Il Bonus Bebè 2014 e il Bonus Bebè INPS 2013 a confronto: si migliora o si peggiora? Il bonus INPS tornerà o è destinato a sparire? Facciamo il punto della situazione.

Il Bonus Bebè 2014 concede l'opportunità ai genitori dei nuovi nati/adottati di beneficiare di prestiti a condizioni agevolate. L'importo massimo che può essere richiesto è pari a 5 mila euro e il denaro può essere utilizzato per qualunque spesa. Il tasso di interesse (e qui sta il vantaggio) non è maggiore del 50% rispetto al TEGM, il tasso effettivo globale medio, con obbligo di restituzione delle somme entro massimo 5 anni. A differenza del Bonus Bebè 2013 il punto di riferimento non è l'INPS ma le banche, ove vi si può recare per compilare la richiesta di finanziamento agevolato.

Il Bonus Bebè 2013 dell'INPS, invece, si basava sull'erogazione di voucher da 300 euro mensili massimi per 6 mesi per chi decideva, però, di rinunciare al congedo parentale. Tra le altre limitazioni connesse al bonus vi era quella relativa alla spesa per la quale i voucher erano utilizzabili, non libera ma destinata a servizi di baby sitting o asili nido. Inoltre non tutti i genitori potevano richiederlo: le mamme lavoratrici autonome ne erano per esempio escluse.

A oggi resta un grande punto interrogativo sull'eventuale riproposizione del Bonus Bebè INPS 2013: nessuna notizia in merita, un silenzio persistente che sembra suggerire che tale formula di bonus non verrà ripresentata. Ma lo ribadiamo, ancora non ci sono certezze.

A conti fatti quindi il Bonus Bebè 2014 rappresenta un miglioramento o un peggioramento rispetto alle possibilità offerte dal precedente bonus? Tra i pro abbiamo la libertà nella spesa dell'importo del prestito agevolato e la non esclusione di categorie lavorative specifiche. Tra i contro il fatto puro e semplice che, nonostante i tassi convenienti, si tratta pur sempre di un prestito da restituire con piccoli interessi, mentre i voucher INPS, con tutte le loro limitazioni, rappresentavano per chi sceglieva di rinunciare al congedo parentale un sostegno economico piccolo ma "pulito".

Voi lettori e lettrici cosa ne pensate? Il Bonus Bebè 2014 rappresenta un buon sostegno o sarebbe stato meglio mantenere la possibilità del Bonus Bebè INPS del 2013? Fatecelo sapere lasciando un commento qui sotto! 

TAG prestiti agevolati, erogazione prestiti, Inps

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